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MAR
Sicilia
Triangolo della morte: chi ha inquinato deve pagare
Chi ha inquinato deve pagare. La Corte di giustizia dell'Unione europea con una sentenza ha chiarito che le aziende del polo petrolchimico siciliano, nell'area compresa tra i comuni di Augusta, Priolo Gargallo e Melilli, possono essere considerate "presunte responsabili dell'inquinamento" della rada. giudici del Lussemburgo si sono pronunciati su richiesta del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia. La Corte del Lussemburgo, nella sua sentenza, sottolinea che le norme comunitarie non ostacolano il fatto che le autorità pubbliche possano presumere l'esistenza "di una casualità tra determinati operatori e un inquinamento accertato, in base alla vicinanza degli impianti alla zona interessata". L'area Augusta-Priolo-Melilli è interessata da ricorrenti fenomeni di inquinamento ambientale e nella zona si sono installate molte aziende petrolchimiche e di idrocarburi, ricordano i giudici del Lussemburgo confermando, nella sostanza, il principio sancito delle norme comunitarie che “chi inquina paga”. Nell'area del petrolchimico, definita il "triangolo della morte", l'Organizzazione mondiale della sanità aveva riscontrato anche presunti danni alla salute con eccessi di mortalità per tumori e si erano moltiplicate le segnalazioni di bambini nati malformati. Per Legambiente, la sentenza sarà "molto utile a sbloccare il risanamento ambientale delle 57 aree più inquinate d'Italia, gestite dal 1998 in modo del tutto inefficiente dal ministero per l'ambiente con il programma di bonifica ambientale, oltre alle migliaia di siti locali inquinati la cui bonifica compete a comuni e regioni".

