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Puglia

A Palazzo Chigi siglato l’accordo sull’Ilva di Taranto

Con un accordo siglato a Palazzo Chigi con la mediazione del vicepresidente del Consiglio Gianni Letta si è concluso il 19 febbraio scorso il braccio di ferro che vedeva una contro l’altro Regione Puglia e Governo in relazione alle acciaierie Ilva di Taranto. Un conflitto istituzionale che rischiava di approdare alla Corte costituzionale. Al centro della discussione le famigerate diossine immesse nel cielo di Taranto dal colosso siderurgico che dà lavoro, indotto escluso, a 15mila addetti. La Regione Puglia aveva infatti approvato la nuova legge regionale, la 44/2008, cosiddetta legge “antidiossine”  su “Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera”, con la quale è stato introdotto il limite di 2,5 nanogrammi di emissioni di diossina nell’aria.  In ambito di discussione in Consiglio regionale pugliese si è sottolineata da parte degli amministratori regionali la necessità di agire secondo il principio di massima precauzione della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente e del territorio, prevedendo l’introduzione dei limiti più restrittivi previsti dalla vigente normativa per le emissioni in atmosfera degli inquinanti derivanti dal ciclo produttivo dell’industria siderurgica. L’entrata in vigore  dei limiti previsti da questa normativa fissata originariamente per il 1° aprile 2009 avrebbe di fatto messo fuori legge l’impianto industriale che fa capo al Gruppo Riva e che  con i suoi cinque altoforni è il più grande d’Europa . “Con l’intesa  raggiunta – ha commentato a caldo il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo – sarà possibile rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale allo stabilimento e garantire la prosecuzione dell’attività produttiva”. Dal confronto tra le parti, dopo una serie di prese di posizioni contrapposte, è scaturito infatti un accordo accolto con soddisfazione da più parti, sindacati in primis. Al tavolo riunito a Palazzo Chigi hanno preso parte Regione Puglia, Comune di Taranto, Provincia di Taranto, ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) Puglia, Ilva, ministeri dell’Ambiente e degli Affari Regionali e sindacati. Si è sottoscritto in particolare un protocollo aggiuntivo all’Accordo di Programma dell’11 aprile 2008. Aderendo all’intesa la Regione Puglia si è impegnata ad approvare entro marzo 2009 una modifica alla legge regionale con la quale si fa slittare dal 1° aprile al 30 giugno 2009 l’introduzione del limite di 2,5 nanogrammi per metro cubo di emissione di diossina nell’aria. Resta invariato il limite di emissione, la cui entrata in vigore è fissata per il 31 dicembre 2010, di 0,4 nanogrammi per metro cubo. La Regione Puglia inoltre inserirà nelle modifiche alla legge 44/2008 un riferimento esplicito al protocollo di Aarhus (protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza raggiunto ad Aarhus il 24 giugno 1998) riguardante un margine di tolleranza, di circa il 35 per cento, sulla misurazione dei livelli di diossina. L’Ilva, da parte sua, si è impegnata a presentare entro il 30 dicembre 2009 uno studio di fattibilità sull’adeguamento dello stabilimento di Taranto, misura necessaria per poter avvalersi, anche in modo transitorio, della Autorizzazione Integrata Ambientale da parte del ministero dell’Ambiente e dare seguito alle attività produttive nell’impianto tarantino.  L’azienda doterà in particolare entro l’estate l’impianto siderurgico di un sistema di depurazione impiegando tecnologie che si avvalgono di additivazione di urea nella miscela di agglomerazione. “La sperimentazione condotta da Ilva di concerto con l’ARPA Puglia – spiegava al riguardo  un documento regionale inviato il 6 febbraio 2009 al ministero dell’Ambiente-Commissione IPPC (Commissione per la prevenzione e controllo integrati dell’inquinamento) del ministero dell’Ambiente – (…) ha indotto i tecnici a individuare nell’additivazione di urea, un primo passo verso la riduzione globale di diossine e furani”. Tuttavia in una nota ufficiale del 17 dicembre scorso il Gruppo Riva spa commentava che  ''Le attuali tecniche di additivazione di urea, come è ben noto alla Regione Puglia, consentono di abbassare il valore limite degli attuali 7 nanogrammi emessi dal camino E312 fino al 50 percento, e non fino a 2,5 nanogrammi per metro cubo entro il prossimo 31 marzo”.  Da qui il braccio di ferro istituzionale e la necessità di raggiungere un compromesso poi siglato a Palazzo Chigi volto sia alla tutela dell’ambiente che al mantenimento dei livelli occupazionali. L’accordo raggiunto prevede anche che gli eventuali progressi dell’impianto siderurgico in merito alla riduzione delle emissioni verranno monitorati con una massiccia campagna di controlli da parte dell’ARPA Puglia. L’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e ARPA Puglia inoltre si impegnano ad effettuate una ricognizione delle tecniche di abbattimento di emissioni impiegate in Paesi europei ed extraeuropei.  Al termine di questa indagine conoscitiva verrà riconvocato un tavolo tecnico dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia.