Rubriche

Le Rubriche de lamiaaria.it ti forniscono servizi di informazione sulla qualità dell'aria. E l'Esperto risponde alle tue curiosità.

Sei in: RubricheCosa fa la mia amministrazioneArpa Puglia: "Il benzo(a)pirene del quartiere Tamburi al 99 per cento deriva dalla cokeria dell'Ilva"
Rubriche

Taranto

Arpa Puglia: “Il benzo(a)pirene del quartiere Tamburi al 99 per cento deriva dalla cokeria dell’Ilva”

La cokeria dell’Ilva di Taranto inquina. A confermarlo in chiare note è una recentissima indagine compiuta da Arpa Puglia mirata ad indagare proprio quali fossero le fonti dell’alto livello di inquinanti registrati nelle aree circostanti ed in particolare nel quartiere Tamburi del capoluogo tarantini. Una specifica richiesta in tal senso era stata infatti fatta dal sindaco di Taranto.

Le autorità cittadine volevano infatti conoscere nel dettaglio qual è la consistenza dell’inquinamento derivante dall’Ilva. Di recente sull’inquinamento numerose sono state le prese di posizione di Altamarea, il coordinamento di associazioni ed inoltre della questione con uno specifico esposto presentato dal Comune è stata interessata anche la magistratura.

 

Un j’accuse in 33 pagine

 

Trentatrè pagine di grafici, dati e spiegazioni. Questa la consistenza della relazione che conclude che “le concentrazioni di Benzo(a)pirene misurate nel quartiere Tamburi pongono la zona a ridosso dell’area industriale ai livelli alti della classifica delle città italiane”. Ed ancora “i dati– si legge nella relazione -  indicano concordemente che il contributo emissivo all’origine del superamento del livello di 1 nanogrammo al metrocubo  per il benzo(a)pirene nel sito di monitoraggio di via Machiavelli a Taranto è costituito, in modo preponderante, dai processi produttivi condotti nell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ILVA ed in modo maggioritario, all’interno di tale area, dall’impianto di distillazione del carbon fossile, per la produzione di coke metallurgico (cokeria)”. La relazione dal titolo “Benzo(a) pirene aerodisperso presso la stazione di monitoraggio della qualità dell’aria di via Machiavelli a Taranto – Attribuzione alle sorgenti emissive – Relazione tecnica preliminare” ha pertanto la valenza di un chiaro j’accuse nei confronti dell’Ilva di Taranto.

La centralina di via Machiavelli: più alta concentrazione di benzo(a)pirene 

Motivando le proprie affermazioni l’Arpa Puglia infatti sottolinea che “ dei quattro siti di monitoraggio per i quali Arpa Puglia ha prodotto dati (Machiavelli, Alto Adige, Talsano, Palagiano), il sito di via Machiavelli, a meno di un chilometro di distanza dall’area a caldo dello stabilimento siderurgico, è quello per il quale si registrano i livelli di gran lunga più alti di benzo(a)pirene nell’aria. Inoltre – si legge ancora - le rilevazioni effettuate sono concordi con i risultati ottenuti da studi effettuati nel passato in ambito peritale o di ricerca, che mostravano, già, concentrazioni di benzo(a)pirene di entità superiore a 1 nanogrammo per metrocubo in corrispondenza del quartiere Tamburi”. Altro fattore alla base delle responsabilità attribuite all’Ilva è dato dall’ “analisi dei dati di IPA ottenuti con lo strumento EcoChem PAS 2000, installato presso la centralina di via Machiavelli, che consente il rilievo degli IPA totali sul particolato fine

con scansione oraria e che mostra che le concentrazioni più alte di IPA nell’aria si hanno quando i venti spirano dal quadrante di Nord-Ovest con successive riduzioni della velocità del vento (tendente alla calma), ovvero in corrispondenza al vento proveniente dall’area dello stabilimento siderurgico ILVA, limitrofa al quartiere Tamburi, dove sono collocate (in ordine di distanza

dall’abitato) il parco minerali e la cokeria”. Infine l’Arpa Puglia conclude che “le rilevazioni di microinquinanti organici effettuate, tutt’intorno all’area industriale, con campionatori bifasici vento-selettivi, mostrano come in tutti i casi le concentrazioni di IPA totali e di benzo(a)pirene siano nettamente superiori per il settore di provenienza “sottovento” rispetto all’area industriale, rispetto alle concentrazioni “sopravento”. I rapporti sottovento/sopravento sono tutti superiori a 10, mostrando così che il contributo di origine industriale di IPA e benzo(a)pirene è superiore di più di

un ordine di grandezza rispetto agli altri contributi. Le statistiche supportano il dato, “Anche la elaborazione statistica dei dati degli inquinanti, rilevati dalla centralina di via Machiavelli, fra cui gli IPA totali – scrivono i ricercatori dell’Arpa Puglia -  mostra come tali inquinanti provengano dal settore di venti Nord-Ovest, con una relazione con la velocità del vento caratteristica di una sorgente localizzata, e come lo stesso settore sia caratterizzato dalla principale sorgente di variabilità dei dati considerati”.

 

 l contributo dell’Ilva è del 99 per cento

 

Messa in evidenza la preponderanza dell’inquinamento derivante dall’Ilva. “Il bilancio emissivo delle principali sorgenti emissive degli IPA e del benzo(a)pirene presenti nell’area tarantina mostra che le emissioni in aria di IPA e BaP sono attribuibili in modo preponderante, per più di un ordine di grandezza, allo stabilimento siderurgico ILVA e, in particolare alla cokeria.

“La simulazione modellistica della diffusione di tali inquinanti nell’atmosfera – si sottolinea nella relazione - mostra come il contributo derivante dall’impianto cokeria alla concentrazione di BaP rilevata nel sito di via Machiavelli è valutabile, rispettivamente, in più del 99 per cento, mentre le restanti sorgenti emissive danno un contributo molto minore (il contributo emissivo da parte degli altiforni potrebbe essere superiore, qualora si accertasse la non completa eliminazione del catrame dai refrattari)”.

 

Impiegati anche i fingerprint

 

“Un confronto fra i “fingerprint” degli IPA misurati nel terreno e nelle deposizioni

atmosferiche in corrispondenza del quartiere Tamburi, e del “top-soil” prelevato

all’interno dello stabilimento ILVA nelle immediate vicinanze della cokeria, mostra – scrive Arpa Puglia – una notevole analogia, confermando la correlazione tra le polveri generate nell’ambito

dello stabilimento in corrispondenza della cokeria, e quelle presenti nell’abitato, nella località ove è collocata la centralina di via Machiavelli”.

Rilevamenti effettuati quando l’impianto operava circa al 50 per cento

E l’inquinamento derivante dall’Ilva di Taranto potrebbe essere ancora maggiore visto che l’impianto nel 2009, anno in cui sono stati effettuati i rilevamenti, a causa della crisi ha lavorato a regimi ridotti.

“Va rilevato – scrive infatti al riguardo Arpa Puglia nella relazione - che le considerazioni sono tutte riferite all’anno 2009 nel quale la produzione dello stabilimento ILVA è stata limitata a circa il 50 per cento rispetto all’anno precedente, per la crisi intervenuta nell’ambito siderurgico”

Benzo(a)pirene: cancerogeno di classe 1

Il benzo(a)pirene è considerato il “marker” di una classe di inquinanti organici denominati Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). L’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo classifica come cancerogeno per l’uomo (classe 1).

Gli IPA sono generati dalla combustione incompleta di sostanze organiche durante processi industriali e civili, e sono tra i microinquinanti organici più diffusi nell’ambiente. Le principali sorgenti degli IPA sono i processi industriali (trasformazione di combustibili fossili, processi siderurgici, processi di incenerimento, produzione di energia termoelettrica, ecc.), il traffico auto veicolare e navale, i sistemi di riscaldamento domestico.

Valore massimo un nanogrammo al metro cubo

La normativa italiana di riferimento sul benzo(a)pirene è rappresentata dal DM 25.11.1994 e dal D. Lgs. 152/07 e che fissano un valore obiettivo di 1,0 nanogrammi per metrocubo, calcolato come media su un anno civile. Nelle zone e negli agglomerati in cui si registri una concentrazione superiore a questa soglia le Regioni sono chiamate a perseguire il raggiungimento del valore obiettivo, attraverso l’adozione di misure che intervengano prioritariamente sulle principali fonti di emissione. Nel comune di Taranto il benzo(a)pirene è attualmente monitorato in tre siti (via Machiavelli, via Alto Adige, Talsano).