Italia
Car sharing tra sviluppo e criticità

Car sharing, auto in condivisione. Resta ancora un fenomeno di nicchia. Ma le cifre mostrano un progressivo aumento. Se nel 2004 gli utenti a livello nazionale erano 1.500 oggi si è passati a circa 16mila. Aumentano poi di mese in mese le città dove questo servizio è operativo.
Avviato per la prima volta verso la fine degli anni Ottanta in Svizzera il car sharing costituisce in primo luogo un modo diverso di considerare il rapporto uomo-automobile e contribuisce, anche se in minima parte, alla riduzione dell’inquinamento atmosferico rientrando a pieno titolo in quelle che sono le azioni volte alla mobilità sostenibile.
Si tratta di una sorta di sistema di noleggio auto che consente di utilizzare un veicolo, secondo necessità, in piena libertà. Ciò aderendo al servizio con un abbonamento. Quando serve l’auto si fa una prenotazione con numero verde, si preleva quindi il mezzo (aprendolo con una smart card) ad un parcheggio dedicato. Al termine si restituisce il mezzo allo stesso o in altro parcheggio e lo si chiude con la smart card. Si paga sia una tariffa oraria, che una tariffa chilometrica. Il servizio consente in genere una serie di agevolazioni. A Roma ad esempio i veicoli dedicati al car sharing possono circolare nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL) nei giorni di limitazione del traffico, percorrere le corsie preferenziali, dove possono circolare i taxi, e i corridoi della mobilità, utilizzare gratuitamente parcheggi a pagamento (strisce blu) e i parcheggi di scambio della città di Roma.
Gli ultimi dati sul sistema di mobilità sostenibile costituito dal car sharing sono stati presentati, assieme ad un’indagine dettagliata sulla soddisfazione del cliente, il 7 aprile scorso a Roma nell’ambito del quarto Forum Car Sharing organizzato da Iniziativa Car Sharing (Ics) la struttura di coordinamento delle realtà locali del car sharing sostenuta dal Ministero dell’Ambiente.
Attivo in 36 realtà territoriali
L’andamento del servizio mostra una crescita lineare costante, ad un tasso medio annuo del 50 per cento. Sono attualmente 36 gli enti locali, tra Comuni e Provincie che hanno aderito all’iniziativa. Nel corso del 2008 il car sharing in Italia è stato utilizzato per 6.284.435 chilometri e 819.288 ore. I Comuni interessati sono Venezia, Palermo, Modena, Torino, Biella, Firenze, Milano, Rimini, Bologna, Genova, Parma e Roma. Attese per il 2009 le new entry dei Comuni di Brescia, Savona e Padova. Procedure in corso per l’attivazione del servizio anche nei comuni di Bari, Cagliari, Messina, Napoli e Pescara. Gli utenti del servizio, a livello nazionale, sono 15.683 (12.544 gli abbonamenti), 474 il parco mezzi, 316 i parcheggi dedicati.
Pionieri in Italia i comuni di Milano e Rimini dove il servizio, che conta oggi 2.465 utenti, è stato attivato nel settembre del 2001 con azioni dedicate anche nei comuni di Carugate, Cinisello Balsamo, Monza, Rimini, San Giuliano Milanese, Sesto San Giovanni. Ultimo arrivato, ad oggi, il comune di Palermo dove il servizio (con 20 auto in flotta e 15 parcheggi dedicati) è stato attivato nel marzo 2009.
“Quando abbiamo cominciato qui a Milano – spiega Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente, l’associazione che ha importato in Italia il servizio – avevamo un parco auto di tre vetture. Ora solo nel capoluogo lombardo abbiamo più di 2mila abbonati. La diffusione – ha aggiunto Poggi – è in aumento ma in tanti ancora non l’hanno capito e restiamo per il momento su un livello pionieristico”. A Torino da qualche mese è operativo anche un servizio di van sharing, per la condivisione di furgoni per il trasporto merci in città.
Gli effetti ambientali
Ma quali sono gli effetti del car sharing sull’inquinamento in città. Un intervento specifico al riguardo è stato fatto da Ivo Allegrini, Consorzio Ricerche Coram. Ha concluso il suo intervento sottolineando che “nella lotta all’inquinamento atmosferico il car sharing fornisce un ulteriore possibilità di riduzione dei livelli di emissione e di inquinamento”. Allegrini ammonisce tuttavia che “l’inquinamento atmosferico potrà comunque costituire un ricordo solo alla luce dell’adozione del provvedimento principe: il potenziamento del sistema di trasporto pubblico”.
In fatto di finanziamenti è stato utile l’intervento di Antonio Venditti, responsabile della sezione mobilità sostenibile della Direzione generale per la Salvaguardia Ambientale del ministero dell’Ambiente. Ha parlato infatti di un cofinanziamento complessivo di circa 4 milioni di euro finalizzati all’avvio e all’implementazione dei servizi di car sharing per quanto riguarda i comuni di Bologna, Cagliari, Genova, Messina e Palermo. Ha inoltre sottolineato che il ministero dell’Ambiente in collaborazione con Iniziativa Car Sharing ha attivato una campagna di sperimentazione di autoveicoli ibridi con doppia alimentazione benzina/elettrica per il loro impiego all’interno delle flotte dei gestori locali di car sharing. Attualmente 18 dei 474 veicoli impiegati sono ibridi.
Per gli addetti ai lavori il car sharing “colma un gap tra esigenze di mobilità, carenze del trasporto collettivo e cultura ancora all’uso dell’auto. L’adesione al car sharing influisce poi sulla riduzione del 30 per cento delle auto private, dei costi di spostamento (-33 per cento), dei chilometri percorsi (- 27 per cento). Messe in risalto anche le criticità che ostacolano una più ampia diffusione del servizio. Uno scarso spirito imprenditoriale dei gestori con carenze nei settori della diversificazione, del marketing, degli accordi con il settore turismo e con la grande distribuzione organizzata. Altra criticità è data dal poco sostegno della Pubblica Amministrazione. Si punta inoltre il dito sul quadro normativo carente. Dura a morire poi la cultura del possesso dell’auto, anche nelle sue valenze di status symbol, rispetto a quella del mero uso.
L’utenza
Ma qual è l’utenza del car sharing? Al 58 per cento sono uomini, il 60 per cento ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni, il 52 per cento ha la laurea, il 56 per cento risiede in una zona con il pagamento della sosta in strada, il 52 per cento non possiede un’auto.
Tra le aziende Il 92 per cento sono aziende private, l’8 per cento di pubblica amministrazione.
Dall’indagine della soddisfazione del consumatore è emerso che, considerato il rapporto costi benefici, gli utenti appaiono complessivamente soddisfatti del servizio.
“Per i privati – è stato detto al IV Forum del Car Sharing - i benefici superano i costi nel 50 per cento dei casi, e i più soddisfatti (57 per cento) risultano coloro che utilizzano maggiormente il car sharing e che quindi hanno più chiaro sia il costo che il rapporto costi benefici che offre”.
Le tariffe
Variano di città in città. Si riportano a titolo esemplificativo alcuni dati. A Roma il costo del servizio è composto da una quota d’iscrizione (deposito cauzionale di 100 euro) e da un abbonamento annuale (100 euro per i privati, 250 euro per le aziende). Si pagano, per ogni corsa, il tempo effettivo di utilizzo delle autovetture ed i chilometri percorsi.
La tariffa oraria per la nuova Panda/Punto/nuova Cinquecento è: feriale 1,80, festivi 0,90, notte (h 24 - 7) 0,90. La tariffa chilometrica per la nuova Panda/Punto/nuova Cinquecento è: fino a 150 chilometri 0,30 euro, da 151 chilometri in poi 0,20 euro.
I gestori
I siti dei gestori del servizio car sharing
Bologna www.atc.bo.it
Firenze www.carsharingfirenze.it
Genova www.genovacarsharing.it
Milano www.milanocarsharing.it
Modena www.atcm.mo.it
Palermo www.carsharingpalermo.it
Parma www.parmacarsharing.pr.it
Rimini www.riminicarsharing.it
Roma www.atac.roma.it
Torino www.carcityclub.it
Venezia www.asmvenezia.it
