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Piemonte

Il Rapporto sullo Stato dell’Ambiente conferma che per il PM10 c’è ancora molto da lavorare

A minare la qualità dell’aria in Piemonte ancora il biossido di azoto, l’ozono e il particolato. A confermare la tendenza degli ultimi anni sono i dati relativi all’anno 2009 contenuti nel Rapporto sullo stato dell’Ambiente per il quale resta critica la situazione per questi tre inquinanti, anche se per le polveri fini si è registrato un leggero decremento dei livelli. Si mantengono al di sotto dei limiti previsti i dati su monossido di carbonio, biossido di zolfo, metalli e benzene. In Piemonte la qualità dell’aria è misurata mediante il Sistema Regionale di Rilevamento della qualità dell’aria costituito da 69 stazioni pubbliche e 2 private, per un totale di 71 stazioni di monitoraggio. Il Rapporto, giunto alla sua undicesima edizione, è mirato a definire un quadro della situazione ambientale del territorio piemontese, utilizzando le conoscenze tecniche e scientifiche provenienti dall’attività di monitoraggio e controllo svolta quotidianamente dalle diverse strutture dell’Agenzia. “Si mettono in evidenza – spiega l’Arpa Piemonte – inoltre le principali emergenze e criticità ambientali regionali e gli andamenti nel tempo dei più significativi indici, fornendo così le basi conoscitive necessarie per attivare politiche di prevenzione e risanamento a difesa dell’ambiente”.
 
PM10: il 2009 anno di superamenti
Anche per il 2009, come per gli anni precedenti, l’Arpa ha rilevato numerosi eventi di superamento dei limiti previsti dalla normativa. Mentre per il biossido di zolfo, il monossido di carbonio ed il benzene la situazione appare già normalizzata e il rispetto dei limiti risulta garantito su tutto il territorio regionale, per le polveri sottili (PM10), biossido di azoto e ozono, i limiti stabiliti dalla normativa europea sono superati con modalità e frequenze preoccupanti
I valori rilevati per il PM10 risultano abbondantemente superiore ai limiti imposti. A fronte di un numero di 35 superamenti consentiti nell’arco dell’anno, si sono registrati da 41 ad 151 superamenti nelle zone di risanamento e anche fino a 73 superamenti nelle zone di mantenimento. A questo si aggiunge che la media annua di 40 microgrammi per metrocubo, sempre nel 2009, è stata superata in moltissime stazioni urbane con valori oscillanti tra il 41 e 57 microgrammi per metrocubo.
Anche per l’ozono gli indicatori di legge sono stati superati in gran parte del territorio regionale, in particolare quelli relativi alla protezione della vegetazione e delle foreste sono stati superati ovunque.
 
Biossido di azoto grave su Torino
Per il biossido di azoto, al contrario, la situazione dell’intero territorio piemontese evidenzia il sostanziale rispetto del valore limite su base oraria, previsto dalla normativa per il gennaio 2010. Solo per l’agglomerato di Torino si evidenziano superamenti nelle stazioni di traffico in numero maggiore rispetto ai 18 concessi dalla normativa in vigore; si sono rilevati sino a 93 superamenti orari nell’anno 2009. Relativamente al valore limite su base annuale di 40 migrogrammi per metrocubo permangono condizioni di criticità in quasi tutte le zone di risanamento (limitatamente alle stazioni da traffico) esterne all’agglomerato torinese, anche se i valori non superano i 53 microgrammi per metrocubo. Per l’agglomerato torinese invece sono stati rilevati superamenti anche nelle stazioni di fondo urbano, registrando valori compresi tra i 51 e 77 microgrammi per metrocubo.
 
Le fonti di emissione
La distribuzione delle emissioni industriali sia di particolato primario (PM10) che di ossidi di azoto (NOx) è strettamente collegata alla localizzazione sul territorio delle grandi attività produttive.
Nel territorio regionale, gli ossidi di azoto in particolare risultano collegati alla presenza di cementifici ed alle lavorazioni dei prodotti petroliferi, del vetro e dei laterizi, mentre il
particolato primario può essere collegato alla presenza di industrie per la produzione e lavorazione del poliestere, alle industrie cartarie, del ferro e dell’acciaio. Oltre all’industria anche il traffico risulta una delle fonte di emissioni principali. I dati indicano in particolare che a distribuzione delle emissioni da traffico degli ossidi di azoto (NOx) coincide con la rete stradale (autostrade,
strade extraurbane e strade urbane) mentre a livello comunale, è il traffico urbano a dare il maggior
contributo. Le emissioni di particolato primario (PM10) si concentrano invece nei principali centri abitati, in quanto legate non solo alle emissioni veicolari, ma anche alle polveri derivanti dall’usura di freni e pneumatici.
 
Ammoniaca: emissioni in quattro aree regionali
Le emissioni di ammoniaca (NH3) da parte delle colture agricole, legate all’utilizzo di fertilizzanti nei terreni in Piemonte, secondo i dati diffusi dall’Arpa regionale, risultano distribuite in quattro aree del territorio regionale. Le prime due sono corrispondenti al basso Novarese e al basso Vercellese. La terza area critica per l’ammoniaca è nella provincia di Cuneo (con estensione nella parte meridionale della provincia di Torino) mentre la quarta è nell’Alessandrino.
Altre emissioni legate tipicamente al settore agricolo sono le emissioni di metano (CH4), che risultano concentrate in un’unica vasta area a ridosso delle province di Vercelli e Novara, in quanto legate alla presenza di colture risicole. Dal punto di vista della distribuzione territoriale il quadro emissivo per questi due inquinanti appare sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti.
 
Le strategie per la riduzione dell’inquinamento
 La situazione di superamento dei limiti stabiliti per il PM10 riguarda non solo il Piemonte ma tutto il bacino padano, a causa dell’alta densità di popolazione, delle attività produttive, del traffico, della consistente necessità di riscaldamento, ma soprattutto delle caratteristiche orografiche e delle condizioni meteoclimatiche sfavorevoli, nella macroregione padana, alla dispersione degli inquinanti. Con tale consapevolezza, le Regioni hanno sottoscritto un accordo per la predisposizione di azioni incisive per la riduzione delle emissioni in atmosfera, concordate e coordinate sull’area vasta dell’intero bacino. Per accompagnare il processo di raggiungimento del rispetto dei limiti comunitari, la Regione Piemonte ha disposto anche nel corso del 2009 - 2010, misure finanziarie
dedicate alle azioni strategiche a livello regionale, come il miglioramento dei mezzi adibiti a trasporto pubblico locale e veicoli aziendali delle imprese artigiane, oltre che l’incentivazione all’utilizzo del trasporto pubblico, in sostituzione dell’autoveicolo individuale, per studenti universitari e lavoratori. In particolare, per il miglioramento dei mezzi adibiti a trasporto pubblico locale, prosegue l’installazione di sistemi per il contenimento delle emissioni di polveri sugli autobus urbani e suburbani di tutte le aziende di trasporto pubblico che operano in Piemonte.