Roma
L’allarme dell’immunologo Aiuti: troppe polveri sottili

Allarme polveri sottili a Roma. L’inquinamento atmosferico nella capitale è stato negli ultimi giorni al centro di un vivace botta e risposta tra la vari esponenti della giunta capitolina e l’associazione Legambiente. Lorenzo Parlati presedente di Legambiente Lazio ha dato i numeri.
“A Roma – ha detto – il limite di legge per le polveri sottili PM10 è stato complessivamente superato per ben 204 volte. Tre delle dieci centraline di monitoraggio della qualità dell’aria sono risultate fuorilegge un giorno su cinque. Superamenti infatti hanno riguardato le centraline Fermi, Francia e Tiburtina, tutte in quartieri densamente popolati. Anche se sta piovendo tanto – ha detto ancora Parlati – l’allarme inquinamento dell’aria resta per i romani una forte preoccupazione. La centralina di Largo Fermi a viale Marconi – ha detto ancora l’esponente ambientalista – ha raggiunto lo scorso 6 giugno i 35 giorni di tolleranza di superamenti”.
Il je accuse di Legambiente Lazio punta il dito sul Campidoglio. “Da parte dell’amministrazione comunale – precisa Parlati – l’unica risposta al problema – è stata quella di eliminare i blocchi programmati del traffico automobilistico, l’eliminazione del sistema di circolazione a targhe alterne e anche delle domeniche a piedi. Serve più impegno – ha ammonito Parlati – a Roma non si può trascurare questa emergenza che mette a rischio la salute dei cittadini”.
Per Legambiente che peraltro ogni anno effettua la campagna di monitoraggio “Mal’aria – PM10 Ti tengo d’occhio” – il rischio inquinamento dell’aria nella città eterna c’è ed è forte”.
Chiesta la cura del ferro
Cristina Avenali, direttore di Legambiente Lazio indica alcune strade da seguire. “Di fronte alla presa d’atto che le politiche di limitazione del traffico veicolare privato sono state annullate una dopo l’altra, non servono certo azioni che simulano una soluzione, ma un reale potenziamento delle misure di mobilità sostenibile, un rilancio della cosiddetta cura del ferro, l’individuazione di un nuovo ruolo strategico per i tram, l’aumento delle zone a traffico limitato e l’ampliamento delle pedonalizzazioni.
La presa di posizione di Legambiente sul tema della qualità dell’aria a Roma arriva a seguito delle gravi considerazioni fatte dall’immunologo Ferdinando Aiuti nel corso di un convegno al Sanit 2009. L’incarico di presidente della Commissione speciale per le Politiche Sanitarie del Comune di Roma, affidatogli dal sindaco capitolino Gianni Alemanno, non ha impedito ad Aiuto di mettere in chiara evidenza i rischi che possono derivare per i romani da una pessima qualità dell’aria.
“Oggi sappiamo – ha detto Aiuti – che numerose malattie cardiovascolari e respiratorie, allergie e tumori, sono legate all’aumento dell’inquinamento, soprattutto – ha proseguito il noto immunologo – alle polveri sottili che stanno aumentando notevolmente soprattutto nei centri urbani. Finora – ha constatato – non c’è stata una politica globale in grado di porre un freno a questo problema. Se non si interviene subito – ha commentato – Roma sarà il fanalino di coda tra le città europee”.
Aiuti ha indicato il buon esempio di Barcellona che “in cinque anni – ha detto – ha visto ridurre del 40 per cento il numero dei morti, ha visto diminuire il numero delle persone ricoverate per patologie cardiorespiratorie, ha registrato un calo delle malattie respiratorie dei bambini, ha ridotto il numero delle assenze sui posti di lavoro eha ottenuto un risparmio di sei milioni e 400mila euro per le casse della sanità pubblica”.
La commissione speciale al lavoro
Dopo la diagnosi la terapia. Ed infatti Aiuti ha indicato la sua ricetta per iniziare ad affrontare con decisione la gravità della situazione inquinamento dell’aria a Roma.
“Con il sindaco Alemanno e con gli assessori all’Ambiente e al Traffico – abbiamo deciso di modificare la strategia per i prossimi anni”. Si parla in primo luogo dell’aumento del trasporto pubblico, quindi di crescita e promozione del car pooling, di misure per la sostituzione dei mezzi di trasporto con l’impiego di metano al posto del gasolio. Tra le misure possibili anche il decentramento di alcuni uffici pubblici.
Tutte misure che trovano concorde anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo che ha espresso tuttavia considerazioni diverse rispetto a quelle fatte da Legambiente Lazio in merito ai numeri relativi al monitoraggio del PM10.
I progetti innovativi
“Il numero dei superamenti riguardante le polveri fini – ha detto De Lillo – negli ultimi anni si è notevolmente abbassato. Nei primi cinque mesi del 2009 – ha precisato l’esponente capitolino – abbiamo avuto il 50 per cento di superamenti in meno (203 contro i 415) rispetto allo stesso periodo del 2007. Certo – ha aggiunto – le condizioni meteorologiche hanno favorito questo risultato che però è frutto di un anno di lavoro di questa amministrazione comunale”.
Duro il giudizio di De Lillo sul sistema targhe alterne. “Queste misure – ha commentato – sono state uno scusa per allontanare la vera rivoluzione infrastrutturale da realizzare con l’impiego di veicoli realmente ecologici”. E l’assessore ha anche voluto focalizzare l’attenzione su due provvedimenti innovativi che il Campidoglio sta portando avanti.
“A metà giugno, in accordo con l’Assessorato alla Mobilità, è stato avviato un progetto sperimentale che vede l’installazione su un autobus di linea di uno speciale filtro, grande circa 1,5 metri per due, per l’assorbimento delle polveri sottili. A breve effettueremo un bilancio di questa iniziativa e vedremo come sviluppare al meglio questa particolare tecnologia”.
Un secondo progetto è rivolto essenzialmente all’efficienza energetica. “Abbiamo installato dei led su 120mila semafori, una misura che permettono all’amministrazione un risparmio del 90 per cento sui consumi di elettricità”.
L’associazione Fare Verde sottolinea su questa misura che “un moderno semaforo a Led ha una potenza di 7 watt contro gli 80 dei semafori tradizionali”. Ha inoltre calcolato che “l'utilizzo di questa tecnologia sui 23.000 semafori romani ridurrebbe le emissioni annue di anidride carbonica dalle attuali 10.000 tonnellate a circa 800 tonnellate. Allo stesso tempo i costi per i consumi di elettricità passerebbero da 1,7 milioni di euro a 150.000 euro circa l'anno. Una lampada a LED – sottolinea ancora Fare Verde - ha una vita utile di 15 anni rispetto alle 6.000 ore di una lampada tradizionale, così la città di Roma risparmierebbe altri 900.000 euro all'anno sui costi di manutenzione”.
La Commissione speciale per le politiche sanitarie del Comune di Roma ha avviato così, con il coordinamento dell’immunologo Ferdinando Aiuti, un confronto sul tema inquinamento dell’aria e polveri sottili. Ad essa ha chiesto un incontro Legambiente per tornare a caldeggiare le misure di contrasto che per la associazione ambientalista vedono al primo posto il potenziamento del trasporto pubblico. Il cammino per spazzare via da Roma le polveri sottili è solo ai primi passi.
