Rubriche

Le Rubriche de lamiaaria.it ti forniscono servizi di informazione sulla qualità dell'aria. E l'Esperto risponde alle tue curiosità.

Sei in: RubricheCosa fa la mia amministrazioneMeno inquinamento ma molti valori superano il limite di legge
Rubriche

Piemonte

Meno inquinamento ma molti valori superano il limite di legge

”Un malato che risponde bene alle terapie”. Appropriata e sintetica la descrizione della situazione della qualità dell’aria in Piemonte fatta dall’assessore regionale Nicola De Ruggiero in occasione della presentazione il 1° luglio 2009 del Rapporto sull’Ambiente.
Le strategie adottate per la riduzione dell’inquinamento atmosferico stanno dando i loro frutti. E’ quanto emerge dal rapporto che, in relazione al 2008, conferma il trend degli ultimi anni. Registrata infatti – come si afferma nel rapporto stesso – “una generale condizione caratterizzata da bassi livelli di inquinamento per i principali inquinanti primari monossido di carbonio, biossido di zolfo, piombo, benzene mentre per gli inquinanti secondari, o almeno parzialmente tali, una situazione statica o di leggero decremento per i livelli di biossido di azoto e PM10 nei mesi invernali e per l’ozono nei mesi caratterizzati da temperature elevate”.
Notizie rassicuranti che non riescono tuttavia a occultare del tutto il dato oggettivo secondo il quale, in fatto di PM10, il limite dei 35 superamenti all’anno è stato superato in gran parte delle stazioni della rete e in particolare in quelle collocate in aree urbane di pianura. Particolarmente elevato il numero dei superamenti nella provincia torinese che ha registrato quota 140.
Dal Rapporto emerge anche che “tra gli inquinanti primari il benzo(a)pirene presenta in pochi casi livelli superiori al valore obiettivo, da rispettare entro il 2012, per siti collocati in aree di fondo urbane o rurali”.  La rete di monitoraggio della qualità dell’aria dell’Arpa si avvale di 72 stazioni di rilevamento.  La IV Relazione 2009 e il X Rapporto ARPA sullo stato dell'Ambiente in Piemonte sono frutto del lavoro della Direzione regionale Ambiente e dei relativi settori, coadiuvata dalle altre direzioni regionali, e delle strutture operative di ARPA Piemonte.


Monossido di carbonio
Dalla comparazione dei dati rilevati a Torino e Biella, presso le centraline di traffico  di Torino Rebaudengo e Biella Lamarmora, negli ultimi dieci anni si evince una progressiva diminuzione delle massime medie mobili su 8 ore registrate. “Il miglioramento – si afferma nel rapporto - è dovuto al costante sviluppo della tecnologia dei motori per autotrazione ad accensione comandata e al trattamento dei gas di scarico tramite i convertitori catalitici”.


Biossido di azoto
Nel 2008 per quanto riguarda il biossido di azoto, nelle due città esaminate di Torino e Biella, si è evidenziato un leggero decremento della concentrazione media annuale. Il limite normativo pari a 40 microgrammi per metro cubo è stato comunque superato.
Per questo inquinante inoltre superamenti del limite orario di 200 microgrammi per metro cubo si sono verificati in quattro stazioni installate in provincia di Torino. Altro superamento ha riguardato una stazione in provincia di Novara. La norma consente un numero massimo di 18 ore all’anno
di superamento del valore di 200 microgrammi per metro cubo. I superamenti hanno riguardato le centraline di Nichelino-XXV Aprile, Torino-Rivoli, Grugliasco – Di Nanni, Torino Consolata. Una situazione critica, “legata – commenta l’Arpa – alla criticità specifica del sito di traffico in cui è ubicata la stazione di rilevamento”, ha riguardato la centralina di Oleggio-Circonvallazione a Novara. In questo caso le ore oltre le 18 consentite dalla normativa sono state 37.


Pm10 in lieve miglioramento
La situazione generale è di lieve miglioramento su tutto il territorio regionale comprese le
province maggiormente urbanizzate come quella torinese. Al riguardo è stato commentato che la media regionale delle polveri sottili delle ultime quattro stagioni invernali segna infatti un meno 26 per cento. Ma, come si è detto, il limite dei 35 superamenti all’anno consentiti dalla normativa è stato superato in gran parte delle stazioni della rete e in particolare in quelle collocate in aree urbane di pianura.
“Nonostante nell’ultimo decennio le emissioni complessive di ossidi di zolfo, ossidi di azoto e di monossido di carbonio siano diminuite, il superamento di alcuni valori limite, in particolare
per il particolato fine – si afferma nel Rapporto - e in alcune zone anche per il biossido di azoto, è ancora un fenomeno frequente che interessa in particolare la popolazione residente nelle zone urbane.”
Anche l’ozono denota ancora una situazione particolarmente critica su quasi tutto il territorio regionale.


Benzene
Riguardo il benzene si osserva che il valore limite annuale 5 microgrammi per metro cubo
è stato ampiamente rispettato in tutto il territorio regionale, comprese le stazioni di traffico.


Emissioni: costituito un gruppo di lavoro
Novità nel 2008 è la costituzione  – internamente ad Arpa – di un Gruppo di lavoro mirato sia ad aggiornare e integrare tra loro le informazioni necessarie sia all’aggiornamento dell’IREA (Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera), a supporto della Regione Piemonte, sia alla predisposizione dell’input emissivo utilizzato nella modellistica di dispersione degli inquinanti in atmosfera.
Il gruppo di lavoro si è posto come obiettivo preliminare la definizione e la valutazione delle fonti informative disponibili in Arpa relativamente alle sorgenti emissive piemontesi dalle procedure autorizzative e dai Sistemi di Monitoraggio Emissioni, fino alle verifiche ispettive da parte dei Servizi Territoriali di tutela e vigilanza – nell’ottica di una condivisione sinergica delle diverse esperienze nel campo delle emissioni.


Anidride carbonica
La provincia di Torino risulta la principale responsabile delle emissioni piemontesi di anidride carbonica (44 per cento sul totale, secondo i dati IREA), seguita, a una certa distanza, dalle province di Cuneo (17 per cento) e Novara (13 per cento).
Analisi specifiche riguardo le emissioni di anidride carbonica sono state fatte in relazione al traffico e al riscaldamento domestico. Riguardo il traffico è emerso che le emissioni sono dovute in massima parte alle autovetture e in minor misura ai veicoli leggeri e pesanti. E’ stata fatta un’analisi anche per quanto riguarda la tipologia di combustibile: l’alimentazione a benzina e l’alimentazione diesel si ripartiscono circa al 50 per cento la responsabilità del quantitativo di anidride carbonica emesso dalle automobili.
Tra le strategie possibili i tecnici dell’Arpa indicano  di conseguenza interventi di pianificazione mirati ad incentivare sia l’utilizzo di mezzi pubblici, sia l’acquisto di autovetture alimentate con combustibili più “ecologici” (GPL e metano).
L’analisi del parco auto circolante ha messo inoltre in evidenza un aumento dei veicoli meno inquinanti (Euro 3-4-5) e di quelli che utilizzano carburanti a ridotto impatto ambientale (GPL, metano, passati dal 2,4 per cento del 2005 al 2,8 per cento del 2007) con conseguente riduzione delle emissioni attribuibili al comparto dei trasporti veicolari. Il tasso di motorizzazione è generalmente diminuito in tutte le province piemontesi, pur rimanendo tra i più elevati d’Italia e di Europa. Biella rimane la provincia con il maggior numero di auto per 100 abitanti, seguita dalla provincia di Vercelli.
Riguardo le emissioni di anidride carbonica derivanti dal riscaldamento domestico si è rilevato che la maggior parte di esse sono prodotte da impianti a metano, e, in minor misura, dalla combustione della legna e del gasolio. E’ emersa quindi la necessità di politiche che, da una parte, favoriscano la diffusione di sistemi di riscaldamento a minor impatto sull’ambiente, e, dall’altra, prevedano incentivi sull’acquisto di impianti a tecnologia avanzata (caldaie a condensazione, camini chiusi con ricircolo dei fumi, ecc.) e sull’installazione di impianti solari termici.


Sinergie tra politiche energetiche e di risanamento ambientale
Poiché la pianificazione regionale e nazionale in tema di riduzione dell’inquinamento atmosferico (in particolare da biossido di azoto e PM10) si sovrappone agli interventi di riduzione dell’anidride carbonica, i tecnici dell’Arpa Piemonte, sottolineano nel Rapporto sull’Ambiente anche “la necessità di una sempre maggiore sinergia tra Piani Energetici e Piani di Tutela e Risanamento”.