Lombardia
Milano tossisce contro lo smog

Colpi di tosse in segno di protesta contro lo smog. Questa mattina è stata la giornata della manifestazione promossa da genitori antismog contro l’inquinamento a Milano che domani si prepara a una domenica di blocco auto dalle 10 alle 18.
Moltissime le mamme, moltissimi i bambini sotto Palazzo Marino, sede del municipio meneghino. “Vogliamo aria pulita” dicono gli striscioni. A Milano la situazione è drammatica. Venerdì erano 22 i giorni di superamento per le polveri sottili. Una situazione che ha costretto il sindaco Moratti a correre ai ripari e a indire in pratica una domenica a piedi. Potranno circolare solo auto elettriche, gpl o a metano.
A promuovere la clamorosa protesta il gruppo genitori antismog che da anni si batte per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico. A piazza della Scala sono in molti a indossare le maglie dell’associazione che ha avuto il pregio di smuovere l’opinione pubblica sulle problematiche ambientali. “Da tempo non porto più mio figlio in passeggino – dice una mamma con un bimbo – preferisco tenerlo in braccio per evitare che respiri i gas dei tubi di scappamento delle auto”. E in una città come Milano dove nonostante le criticità resistono i Suv si tratta per molte mamme una buona abitudine quotidiana. “Non e possibile vivere – dice un’altra mamma – in una città che costringe i bambini a restare a casa per sottrarsi a rischi dello smog”.
“L'intelligenza dorme, il nostro Comune è dormiente", ha detto Franca Rame, in piazza Scala assieme al marito Dario Fo per partecipare alla protesta.
Genitoriantismog ha avviato una petizione da inviare al sindaco Letizia Moratti. Tra i desiderata l’estensione dell’Ecopass a tutti i veicoli. “Vogliamo una città con l’aria a misura da bambino” ribadiscono in coro genitori e bambini. Sono i più piccoli i più esposti all’inquinamento. In mattinata c’è stata anche la consegna al presidente del consiglio comunale meneghino, Manfredi Palmeri, e ai consiglieri di maggioranza e opposizione presenti in piazza, della richiesta formale avanzata dai genitori per la convocazione di un consiglio comunale straordinario sullo smog.
"Valuteremo la proposta - ha detto il presidente Palmeri - nella conferenza dei capogruppo di mercoledì. Il fatto che oggi – ha aggiunto - ci siano i rappresentanti di diverse formazioni politiche è un buon viatico per avviare un dialogo sul tema e poi è la prova provata che non ci sono sfumature a priori, ma ci devono essere delle prese di posizione, magari anche diverse a posteriori, sulla base di un dialogo, sulla base di alcuni dati la cui scientificità di base sia condivisa".
Alla manifestazione hanno dato la loro adesione anche Legambiente e il Wwf.
«Pensiamo che le domeniche dovrebbero essere tutte senz’auto — aveva dichiarato una delle mamme di "Ora (d’)Aria" ieri al Corriere —I provvedimenti d’emergenza presi dal sindaco non sono affatto un risultato. L’unico vero risultato è che Milano ha squarciato la coperta di indifferenza e rassegnazione che, insieme allo smog, la stava soffocando. Ci auguriamo che la città continui a chiedere risposte».
E la mobilitazione che ha portato oggi alla protesta in piazza della Scala ha saputo sfruttare lo strumento internet oltre a quello dei social network. Decine i blog che nel condivi, nel copia incolla, hanno moltiplicato il messaggio : “basta con lo smog a Milano”.
Salute a rischio
Non si tratta solo di allarmismo. Recenti studi mettono in evidenza anche a Milano il rapporto causa effetto tra aria malsana e patologie respiratorie. Ogni giorno, 73 accessi nei pronto soccorso hanno come causa disturbi “potenzialmente correlabili all’inquinamento”. In due anni i casi sono stati 53.514. Tosse, asma, bronchiti, polmoniti, attacchi di cuore, ictus. I numeri arrivano da uno studio condotto in cinque ospedali (San Carlo, San Paolo, Niguarda, Policlinico), da gennaio 2007 a dicembre 2008.
Dei 53.514 accessi nei pronto soccorso, la metà ha riguardato disturbi acuti delle vie respiratorie; 8.536 i casi di bronchite acute, 5.689 le infezioni per polmonite, 4.323 gli scompensi cardiocircolatori, 1.825 i casi di riacutizzazione di bronchite cronica ostruttiva. Spiegano i medici che per il 50% questi problemi riguardano gli under 18. Un’altra ricerca, condotta su 1.522 abitanti di Milano reclutati in dieci anni, dice che il rischio di trombosi è elevatissimo per chi abita a meno di tre metri da strade congestionate dalle automobili. La «distanza di sicurezza » dallo smog è fissata, del resto, a 162 metri.
La proposta di Federfarma
E sull’emergenza si registra anche la posizione di Federfarma. "Lo smog sicuramente non aiuta chi soffre di una malattia respiratoria" commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma, l'associazione dei titolari di farmacia, che ha lanciato una proposta al Comune di Milano e alla Regione Lombardia.
"Mettiamoci al lavoro – ha proposto - insieme per fare attività di prevenzione. Le farmacie milanesi sono a disposizione delle istituzioni. La farmacia è del resto un ottimo luogo per fare prevenzione: lo abbiamo dimostrato.". La presidente allude alla campagna “PreVieni in farmacia” organizzata per l'Anno della Salute del Comune di Milano pochi mesi fa, in autunno. "Era un semplice ma efficace test di 10 domande sulla salute delle vie respiratorie, con risposte compilate dal paziente insieme al farmacista: fu un vero successo, con questo test si rivelarono situazioni a rischio di persone che, per un motivo o per l'altro, sottovalutavano il proprio problema. Allora ci eravamo focalizzati sulle allergie e sulle bronchiti autunnali – ha precisato Racca -, adesso potremmo dedicarci alle patologie respiratorie legate allo smog. Anche allora avevamo dimostrato che le farmacie hanno tutte le carte in regola per essere veri e propri punti di controllo e prevenzione”.
I dati Arpa
Se si analizzano i dati storici si assiste a un trend positivo. Al riguardo Franco Picco, direttore dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente ha sottolineato, in questi giorni, che nel gennaio del 2002 le polveri avevano raggiunto nella centralina di Milano-Juvara i 300 microgrammi per metro cubo, nel 2006 il quantitativo è sceso a 270/280, nel 2009 a 200 e nei primi 24 giorni del gennaio 2010 a 111. Ma i dati degli ultimi giorni con i bimbi finiti in rianimazione parlano chiaro.
L’inchiesta della magistratura
Sulla problematica indaga anche la Magistratura. E l’inchiesta si è allargata. Dopo il governatore lombardo Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Letizia Moratti e l'attuale presidente della Provincia, Guido Podestà, anche l'ex presidente di Palazzo Isimbardi, Filippo Penati, è stato iscritto nel registro degli indagati alla procura di Milano, nell'ambito dell'inchiesta avviata a fine 2009 sui livelli di inquinamento nell'area metropolitana milanese. Anche Penati, come amministratore locali, è stato iscritto con l'ipotesi di getto di cose pericolose in luogo pubblico. L'indagine era stata avviata a seguito di un dettagliato esposto del Codacons. In queste settimane, intanto, il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, che coordina l'indagine insieme al sostituto procuratore Giulio Benedetti, ha ricevuto una serie di relazioni dai vari enti amministrativi alle quali, oggi, si è aggiunto lo studio fatto da Paolo Crosignani, medico all'Istituto dei Tumori, sulla mortalità a breve termine a causa dei livelli di inquinamento.
