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Mobilità e inquinamento dell'aria

Napoli è la città con le auto più inquinanti

Spetta a Napoli la maglia nera nella classifica delle auto inquinanti ('Euro 0') in circolazione con circa il 33% dei mezzi presenti nel capoluogo partenopeo. Lo rivela il secondo rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborato da Euromobility e Kyoto Club in collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente.

Le 50 città monitorate sono state i 20 capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome di Trento e Bolzano e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

“Questo secondo rapporto - ha spiegato Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility - vuole costituire uno stimolo per fare sempre di più sulla strada delle mobilità sostenibile e dell'innovazione. E' importante infatti che si spinga il pedale dell'innovazione per avviare una nuova cultura della mobilità che liberi le città da un traffico insostenibile e dal rischio inquinamento.

Il rapporto - ha aggiunto Bertuccio - non misura infatti solo il numero di misure adottate, ma anche la loro efficienza ed efficacia”.  In cima alla classifica con il maggior numero di auto “Euro IV” in circolazione (standard emissivo attualmente di migliore qualità) figurano Aosta, Roma, Prato e Trento. Oltre a Napoli, invece, le città in cui le auto "Euro IV" sono meno diffuse risultano Andria con l'11,8% e Napoli con circa il 15%. Dati non proprio confortanti per un Paese, come l'Italia, che detiene  il tasso di motorizzazione più alto d'Europa (61,1 auto per 100 abitanti contro la media europea di 46). Le città con il maggior numero di auto sono Latina con il 72,9%, Potenza con poco piu' del 70% e Roma con poco meno di 70 auto ogni 100 abitanti.

All'opposto, il minor numero di vetture si registra a Genova e, naturalmente, a Venezia. Dati che sembrano far pensare che gli italiani si spostino esclusivamente con mezzi privati: ma sarà proprio così?  Per fortuna esistono anche città che attuano una politica di mobilità più compatibile e rispettosa dell'ambiente e della qualità della vita dei cittadini. Il premio per la città italiana 'eco-mobile' spetta a Parma che quest'anno ha scalzato dal primo posto della classifica Bologna (ora seconda). Si tratta di città che vantano un trasporto pubblico efficiente e che hanno avviato azioni significative nella gestione della mobilità e che possono contare su una quota significativa di auto a basso impatto ambientale: fattori che consentono loro di pianificare meglio il traffico urbano e di tenere lo smog sotto controllo. In questa speciale classifica, dopo Parma e Bologna, compaiono Firenze e Venezia a pari merito e Padova quinta. Dopo il sesto posto di Torino, troviamo la prima (e unica) città del Sud che raggiungono la 'top ten', Bari. Un risultato importante per il capoluogo pugliese che ha sensibilmente migliorato la propria situazione salendo di ben cinque posizioni, rispetto all'undicesimo posto del 2007. Fanalini di coda nella classifica della mobilità sostenibile sono Taranto, L'Aquila e Campobasso.

Gli indicatori di cui si è tenuto conto per stilare la classifica sono stati in particolare le innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, taxi collettivi, piattaforme logistiche per le merci, mobility manager, car pooling, ecc.) e la loro efficacia; lo stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano); l'offerta di trasporto pubblico, le piste ciclabili, le ZTL, le corsie preferenziali; l'adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.

Se diamo uno sguardo alle principali iniziative adottate dalle città per contenere il volume di traffico e migliorare la qualità della vita ne emerge un quadro di luci e ombre. Ad esempio risulta ancora poco diffuso il 'bike sharing', per cui solo 18 città lo hanno messo in campo (lo scorso anno erano 15) e il maggior numero di bici è presente in soli due centri: a Roma e Brescia (200 mezzi), ma troppo spesso il servizio non viene utilizzato. Inoltre, sono appena 12 le città in cui è attivo il 'car sharing', ma questa soluzione di 'auto condivisa' sembra essere una formula accattivante per i cittadini, visto che nel 2008 gli utenti sono cresciuti del 18%. Le città che vantano la flotta auto maggiore sono Milano e Torino (rispettivamente 107 e 100 vetture).

Dal canto loro le amministrazioni pubbliche hanno anche cercato di adeguarsi per gestire al meglio l'aumento del volume di traffico cittadino dotandosi di figure specifiche o di appositi strumenti di pianificazione del traffico, come i 'Piani urbani della Mobilità' (PUM) e i 'Piani urbani del traffico' (PUT). Ad esempio, ben 40 città si sono dotate di 'mobility manager', figure assenti nelle 10 città del centro-sud oggetto della ricerca - Andria, Campobasso, Cagliari, Catanzaro, L'Aquila, Latina, Pescara, Potenza, Sassari e Taranto - che nella maggior parte dei casi sono sprovviste anche di Pum o Put.  Infine, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, secondo il rapporto emerge che, relativamente a quello di superficie, tutte le città sono dotate di una rete di autobus che svolgono il servizio urbano. La migliore offerta si registra a Milano, Aosta, Bologna, Genova e Parma; la peggiore a Siracusa, Latina e Roma.
Fonti: 
http://www.repubblica.it/2009/01/motori/motori-gennaio09/napoli-auto-vecchie/napoli-auto-vecchie.html
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania.php?id=3.0.2874897784
http://www.asca.it/news-SMOG__NAPOLI_PRIMA_NELLA_CLASSIFICA_NEGATIVA_DELLE_AUTO_INQUINANTI-797652-ORA-.html