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Campania

Napoli tira le fila dei superamenti per il particolato

Sette centraline su 18 nel 2008 in Campania hanno superato i valori limite annuali fissati dalla legge per quanto riguarda il parametro polveri sottili. Sono alcuni dei dati riportati dal Rapporto sullo Ambiente in Campania reso noto a giugno 2009 dall’Agenzia Regionale della Protezione Ambiente Regionale.
In particolare per quanto riguarda il particolato una su due centraline ha superato il limite annuale ad Avellino, due centraline su due sono risultate oltre il limite nella città di Benevento, quattro centraline su nove hanno superato i limiti a Napoli. Promosse solo le città di Caserta e Salerno che in fatto di PM10 non hanno fatto registrare alcun superamento. Nella città partenopea i superamenti si sono registrate nelle centraline installate al centro storico, al Vomero, in piazza Garibaldi e a Ospedale Nuovo Pellegrini.
Superamenti si sono registrati nel 2008 anche in relazione al monitoraggio del biossido di azoto. Tredici centraline sulle 20 che rilevano questo agente inquinante hanno avuto concentrazioni medie mensili che hanno superato il valore limite annuale. Fuori dai limiti una centralina su due ad Avellino, una su due a Benevento, una su quattro a Caserta, ben otto su nove a Napoli. Buona prova anche per quanto riguarda il biossido di azoto per Salerno.
Anche in Campania si registra il trend in diminuzione per quanto riguarda il benzene. Infatti nessuna delle 8 centraline che ne effettuano il monitoraggio nei cinque capoluoghi di provincia ha fatto segnare il superamento del valore limite annuale.

Le considerazioni degli esperti dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente
E’ sulle concentrazioni di polveri sottili nelle città che si soffermano, Giuseppe D’Antonio e Felice Nunziata, i tecnici dell’Arpa Campania che hanno redatto la parte del Rapporto dell’Ambiente relativo alla Qualità dell’Aria. Emerge al riguardo un dato già confermato da altre fonti. L’influenza cioè del pesante traffico automobilistico nelle città sugli effetti dell’inquinamento atmosferico. Napoli ad esempio, secondo i dati dell’Automobile Club d’Italia, registra sei auto su sette altamente inquinanti.
Grafici alla mano, l’Arpac, parla infatti di un “trend crescente  essenzialmente per i superamenti dei valori soglia del PM10, il particolato con diametro aerodinamico inferiore ai 10 microgrammi”. Un mix di sostanze organiche e inorganiche, allo stato solido e liquido che, a causa delle ridottissime dimensioni, restano sospese in atmosfera per tempi più o meno lunghi.
“La presenza sul territorio – scrivono i tecnici – di infrastrutture di grande scorrimento determina un carico di spostamenti di persone e veicoli tale da comportare effetti di introduzione di nuovo particolato e risospensione con frantumazione di quello già deposto”.
Varie  le iniziative indicate dall’Arpac come soluzione. Si indica in primo luogo “l’infoltimento della vegetazione nelle aree urbane o suburbane, in termini di mitigazione dell’inquinamento dell’aria”. Ciò perché “gli alberi – spiega l’Arpac nel Rapporto – fungono da veri e propri filtri purificatori in grado di contrastare le componenti gassose e particellari dell’inquinamento atmosferico”.
“Piante con rami densi, fogliame fitto e foglie numerose e rugose o frastagliate – dice ancora l’Arpac – hanno un elevatissimo effetto filtrante e di abbattimento delle polveri”.
Indicate anche alcune proposte per la “riduzione delle pressioni generate dai trasporti”. Tra queste, in una concertazione coordinata tra Regione, Provincia e singolo Comune,  il miglioramento della mobilità urbana attraverso il potenziamento del sistema ferroviario, la mobilità dei pendolari con i collegamenti intermodali nel flusso verso le città, il rinnovo del parco veicolare.

Nella città del Vesuvio auto ferme per il forte inquinamento
Ed è proprio con la misura d’emergenza al blocco del traffico veicolare che si interviene nel capoluogo partenopeo. A dettare  il calendario i bollettini dell’inquinamento dell’aria a Napoli emessi dall’Arpa Campania. Uno stillicidio continuo. E anche per domani 8 luglio e dopodomani 9 luglio 2009 il Comune di Napoli è stato costretto ad emanare una ordinanza di “divieto di circolazione sull’intero territorio cittadino”.
Con la  nota n. 4352 del 3 luglio 2009 l'Assessore all'Ambiente che informa che, dal comunicato dell'ARPAC sul "monitoraggio dei dati dell'inquinamento nell'area urbana di Napoli" del giorno 3/07/09, riferito ai dati rilevati il giorno 2/07/09, è emerso il superamento del valore giornaliero del PM10 misurato da quattro centraline della città. Si tratta di quelle poste presso il Primo Policlinico (67 microgrammi per metrocubo), Osservatorio astronomico (75 microgrammi per metrocubo), le Ferrovie dello Stato (71 microgrammi per metrocubo) e l'Ospedale Nuovo Pellegrini (75Microgrammi per metrocubo).
“Il numero dei giorni di superamento PM10 ad oggi è 108 – precisa ancora l’ordinanza sottolineando anche come il valore giornaliero di 50 microgrammi per metrocubo non può essere superato più di 35 volte nell'arco dell'anno civile”.
Il provvedimento nella premessa indica anche i risultati di alcuni studi scientifici emerge che gli autoveicoli alimentati a gasolio (diesel) e a benzina non conformi alla Dir. 91/441/CE e successive (Euro O) sono tra le principali fonti di emissione di benzene, polveri inalabili di Particolato, anidride carbonica, e biossido di azoto.
Ad aggravare la situazione di pessima qualità dell’aria dovuta ai “persistenti valori elevati giornalieri delle polveri sottili” incidono anche le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni, “che – si precisa nell’ordinanza - indicano condizioni favorevoli ad un ulteriore accumulo degli inquinanti”.
Alcuni interventi particolari caratterizzano i provvedimenti di blocco del traffico disposti negli ultimi mesi nel Comune di Napoli. Una deroga infatti al divieto vige per il cosiddetto “car pooling” consentendo la circolazione alle autovetture con almeno tre persone a bordo (ad esclusione dei veicoli euro 0 e euro 1).
Altra iniziativa specifica  i veicoli degli automobilisti che hanno ottenuto un certificato di energia energetica, una misura integrativa ugualmente mirata alla riduzione dell’inquinamento atmosferico in città. “E’ opportuno integrare iniziative – precisa l’ordinanza -  che riducano anche le emissioni provenienti dagli impianti di climatizzazione degli edifici” introducendo “un meccanismo di incentivazione della qualificazione energetica degli edifici che consideri l'obbligazione del cittadino a contribuire alla riduzione delle emissioni compensata con la riduzione delle emissioni del sistema edificio-impianto della propria abitazione di residenza o dell'immobile in cui svolge la propria attività lavorativa”. “In via sperimentale – precisa il Comune di Napoli - ai cittadini residenti in abitazione munita di certificazione energetica è consentito di derogare all'ordinanza. Ciò al fine di incoraggiare nella popolazione comportamenti che tengano conto dei moderni meccanismi di compensazione ambientale delle emissioni in atmosfera”.
Altro provvedimento interessante collegato all’ordinanza è dato dalle agevolazioni tariffarie per il servizio taxi. In particolare percorsi su cui valgono le tariffe agevolate sono: Piazza Vittoria - Piazzale Tecchio (9 euro), Parcheggio Brin - Piazza Municipio (9 euro), Piazza Vanvitelli - Piazza Dante (10 euro), Capodimonte - Piazza Dante (8 euro).

Resta alto l’allarme diossine
Dal rapporto sull’Ambiente dell’Arpac viene evidenziata la preoccupante situazione dal punto di vista delle diossine di tipo prevalentemente episodico. Undici i superamenti del valore limite sono stati registrati in Campania da Arpac e Ispra nel corso delle campagne di monitoraggio tra il 2002 e il marzo 2009. “I risultati – spiega il Rapporto – confermano attraverso l’analisi di 2.550 campioni, la presenza di una contaminazione di diossine di tipo puntuale, con pochi casi in cui è stato osservato il superamento del limite normativo di riferimento per i suoli ad uso residenziale”.