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Trieste

Parla Maurizio Fogar: "la Ferriera ci uccide"

A Trieste, la città simbolo della Mitteleuropa tira da decenni una brutta aria e c'è chi per denunciare lo stato di fatto ha intrapreso da qualche tempo uno sciopero della fame, un digiuno che si aggiunge alla rinuncia all'assunzione di farmaci salvavita. Protagonista di questa protesta estrema Maurizio Fogar, tra i massimi esponenti del prestigioso Circolo Miani, organizzazione in prima linea da molti lustri contro l'inquinamento prodotto dalla Ferriera di Trieste ma non solo.
La presa di posizione vuole evidenziare un contesto di sottovalutazione dei rischi che quotidianamente corrono i triestini e i residenti delle aree limitrofe tanto che, pur sollecitata da tempo, ad oggi nessuna istituzione ha ritenuto opportuno avviare uno studio epidemiologico sulla salute della popolazione, cosa che invece è stata fatta, con risultati sconcertanti dal sindaco sloveno della vicina Capodistria, località che risulta sotto l'influenza dei fumi e delle polveri emessi a Trieste.
Al telefono Fogar ci spiega le ragioni della sua protesta.
“La nostra attività sul territorio è intensa facciamo assemblee, quartiere per quartiere, condominio per condominio. Denunciamo le connivenze e le collusioni tra azienda e istituzioni. Tutto questo dà fastidio. Anziché chiudere la Ferriera che ci inquina stanno facendo di tutto per chiudere il Circolo Miani che su queste cose si batte da anni. Ci ritengono un circolo di rompic…. Ci vogliono azzerare. Siccome mi sono stufato di un clima di così palese illegalità ho deciso di fare questa protesta. Lo faccio in nome delle mille persone morte e sepolte nel cimitero, in nome dei lavoratori che in questi anni sono morti come mosche tra incredibili sofferenze, in nome dei tre bambini malati di leucemia. Ho perso oltre 18 chili e dal 26 ottobre 2009 ho smesso di assumere farmaci. Ho il diabete. Anni fa mi hanno asportato la tiroide, soffro anche del cosiddetto cuore d'atleta. Anziché mantenere la promessa di chiudere la Ferriera vogliono chiudere il circolo Miani".
 
Una battaglia complicata dalla carenza di dati super partes? Quali sono le attività di monitoraggio ambientale oggi in atto e in che cosa consiste la discrepanza dei dati da voi denunciata?
“Sei delle otto centraline di monitoraggio - risponde Fogar -  sono di proprietà della Ferriera, centraline di cui l'Arpa regionale non ha nemmeno le chiavi. L'Arpa ad oggi si limita semplicemente a validare i dati. E' intervenuta poi l'inchiesta del sostituto procuratore  Federico Frezza, a seguito di un corposo esposto da noi presentato nel 1999 e sottoscritto da 2.536 cittadini,  basata sui risultati del Centro Interdipartimentale di Gestione e Recupero Ambientale - CIGRA, Università degli Studi di Trieste coinvolto quale organismo di consulenza della procura. Il risultato è che le centraline "ufficiali" erano starate di un terzo al ribasso e che la qualità dell'aria era pessima per il Pm10, il Pm 2,5. Rilevati per la prima volta anche i massicci superamenti  di sostanze come la diossina e  il benzo(a)pirene. Ciò ha portato alla chiusura dell'impianto di agglomerazione per 6 mesi nel 2007. E' stata la prima crepa fondamentale dello stato di cose e si è messa a nudo la situazione che denunciavamo dal 1998 di totale collusione o negligenza da parte sia degli organismi di controllo - tra cui il laboratorio di igiene e profilassi dell'ASS che fino al 2000 aveva competenza sui controlli - sia del Comune che di Provincia e Regione. Ed è questo l'humus che rende diversa la situazione di Trieste rispetto ad altre realtà come Taranto, Genova e Piombino. Perché  non c'è stato un contraltare a controllare come in questi altri territori".
 
Quali zone sono sotto l'"influenza" degli agenti inquinanti, quanta la popolazione interessata? Quali dati ci sono sull'alta incidenza di tumori e malattie cardiorespiratorie?
“La Ferriera di Trieste è collocata nel cuore della città in ambito portuale. Il territorio provinciale corrisponde a quello comunale. Le case più vicine sono a 20 metri. Sono interessate 74mila persone direttamente. I dati delle statistiche sanitarie nazionali e regionali assegnano a Trieste il primato nazionale per mortalità di tumore. Si vive meglio e si muore prima. Abbiamo poi il primato europeo per malattie all'apparato respiratorio. Tutti dati confermati e denunciati con forza anche nel convegno annuale di broncopneumologia  del professor Marco Confalonieri. Le polveri grossolane cadono nei quartieri più prossimi. Ma se si puntasse un compasso sulla ferriera si potrebbe vedere che il gas e le polveri hanno un raggio di estensione dai 3 a 5 chilometri. Tutto il territorio provinciale è interessato, come finalmente confermato dall'ARPA nel 2009. Raggiunta anche l'area di Grado, Monfalcone e Capodistria. E proprio il sindaco di Capodistria Boris Popovic ha fatto effettuare all'azienda sanitaria slovena un'indagine epidemiologica sui bimbi tra lo 0 e i 12 anni e nel 2008 è venuto fuori un dato terrificante.  Tra 27 e il 36 per cento dei bambini delle località sul crinale sopra Muggia già soffrono di malattie croniche all'apparato respiratorio. Popovic ha anche ordinato alla Arpa slovena di piazzare delle stazioni di monitoraggio che hanno individuato nel pulviscolo e nei fumi provenienti dalla ferriera e della Italcementi la fonte dell'inquinamento che determina le malattie. Presso il centro pediatrico Burlo-Garofolo nel 1999 i medici avevano fatto una ricerca privata incrociando i dati dei ricoveri e dei bambini per le terapie d'urgenza ed è emerso un ricorso ai medici nei quartieri limitrofi allo stabilimento molto più alto rispetto a zone più distanti. Inoltre l'ordine dei farmacisti ha rilevato che le farmacie vendevano il doppio dei farmaci legati a patologie allergiche e respiratorie rispetto ad altre zone della città. Noi non scontiamo il peccato originale. Non è vero poi che la bora  pulisce l'aria. In realtà è un decuplicatore perché trasporta ancora più lontano le sostanze inquinanti e favorisce l'inalazione. E dal novembre 1999 che chiediamo  un'indagine epidemiologica sul territorio. Si tratta di incrociare i dati degli ospedali, del centro tumori, dei medici di base e delle farmacie. L'azienda sanitaria si è rifiutata di dare una risposta. La cosa è rimasta lettera morta anche nel 2008. Questo quadro serve a capire qual è la differenza sostanziale rispetto ad altri territori”.
 
Qual è oggi l'attività che si svolge in ferriera?
“Il vero affare della Ferriera Lucchini è la centrale di cogenarazione a metano annessa in quanto beneficia delle agevolazioni di legge. Nel 2001 l'energia prodotta a Trieste veniva venduta a 320 lire rispetto alle 80 ad esempio della centrale di Monfalcone. In pratica le agevolazioni dovevano scadere nel 2009 ma il decreto è stato prorogato fino al 2015. Nel frattempo la Lucchini ha fatto evaporare oltre i due terzi dei posti di lavoro. Ora i dipendenti sono 490. Si esternalizzano inoltre molti servizi. Al tavolo al quale erano stati chiamati a partecipare enti, organismi, associazioni, sindacati e che doveva servire ad elaborare entro il 2009 il percorso di dismissione della ferriera e le strategie per ricollocare anche i 200 dipendenti del tubificio indotto, l'unico progetto di riconversione è stato presentato da noi ricalcando il percorso intrapreso da Bagnoli Futura".
 
Quali sono i dati più recenti in vostro possesso sull'inquinamento?
"La media annuale delle emissioni di benzo(a)pirene rilevate dall'ARPA nel 2008/9 è stata di 8.4 contro l'uno tollerato per legge (il sindaco di Piombino ha ordinato la chiusura della cokeria della Lucchini per uno sforamento di 5.8).
Il 30 dicembre in una conferenza stampa abbiamo illustrato le prime rilevazioni, eseguite con le due nuove centraline posizionate dal CIGRA u incarico della Procura di Trieste in via Pitacco ed in via dei Giardini, raccolte dal consulente della Procura e che confermano risultati estremamente gravi e preoccupanti per la salute di cittadini e lavoratori, a causa dei livelli di inquinamento prodotti dalla Ferriera in questi ultimi giorni. In particolare per le polveri sottili e micro, e che confermano l'allarme sanitario per l'emergenza benzo(a)pirene inutilmente lanciato dall'ARPA a partire dal luglio 2009. Strabiliante appare – come per altro già rilevato formalmente dall’ARPA nelle 63 pagine di relazione consegnata alla Regione, alla Provincia ed al Comune di Trieste il 21 luglio 2009 e rimasta totalmente lettera morta – la discrepanza tra i dati raccolti e monitorati dalla due nuove centraline installate dalla Procura della Repubblica, per altro in totale assonanza di risultati con l’unica centralina di proprietà del ministero dell’Ambiente, quella posizionata in via San Lorenzo in Selva, e quelle invece di proprietà del Gruppo Lucchini Severstal collocate a fianco proprio in via Pitacco ed in via del Carpineto. Centraline che assieme a quella di via Svevo e piazza Libertà, concorrono a fornire, su indicazione di Regione e Comune, i dati “ufficiali” dell’inquinamento in città. Una città dove Regione e Comune si sono “dimenticate”, e dal 2005, di elaborare un Piano d’Azione Comunale, come stabilito dalla legge 351, per l’inquinamento industriale. E se è per questo la Regione è stata duramente ripresa dall’Unione Europea per non avere ancora deliberato il piano sulla qualità dell’aria il cui limite di realizzazione scadeva nel maggio 2003!
Uno scandalo evidente che mette in forte dubbio la serietà dei monitoraggi fin qui eseguiti dalle centraline del Gruppo Lucchini, che spesso entrano in opportuna “avaria” nei periodi più critici dell’anno, e che denunciano l’inerzia, nel migliore dei casi, di Comune e Regione su quanto invece la legge, come ricordato loro pure nella recente deliberazione della Commissione Europea, imporrebbe di fare a tutela urgente della salute dei triestini e dei muggesani”.
 
Fino a quando continuerà lo sciopero della fame?
“Fino a quando saranno accolte le mie due semplici richieste.
1) L'immediata fissazione da parte della Regione della data di convocazione della Conferenza dei Servizi per il ritiro dell'Autorizzazione Integrata Ambientale illegittimamente, come imputa pure la Commissione Europea presieduta da Barroso, rilasciata alla Lucchini - Severstal fuori tempo massimo. Il cui iter si è aperto ufficialmente nel giugno 2008 e dopo aver chiuso la fase istruttoria di legge il 28 agosto dello stesso anno, la Regione invece di convocare la Conferenza, come stabilito per legge entro i seguenti sessanta giorni, ha semplicemente insabbiato il tutto. E dal 28 agosto 2008 ad oggi di sessanta giorni ne sono passati. Tempo che per la gente ed i lavoratori si è misurato in malattie e morti.
2) Il rispetto delle leggi che la Regione stessa si è data. Ovvero il ripristino immediato del contributo finanziario al Circolo Miani, la più significativa realtà socioculturale del Friuli Venezia Giulia, per garantirne la sopravvivenza e per tutelare i diritti di decine di migliaia di persone che vedono nel Circolo l'unico loro strumento di tutela”.
 
Il guasto alla cokeria del 22 gennaio scorso con il ricorso alle torce di emergenza bruciagas ha determinato un ulteriore aggravamento della situazione ambientale?
“Spaventosa. Nell'aria sono usciti migliaia e migliaia di metri cubi/ora di idrocarburi, dal benzo(a)pirene al benzene e non parliamo di PM10 o micro. Ma lo sa che nonostante tutte le nostre conferenze stampa il quotidiano locale fino ad oggi si è pervicacemente rifiutato di informare l'opinione pubblica che dalla mezzanotte del 31 dicembre 2009 i limiti di legge consentiti per le polveri sottili sono scesi da 50 a 35 giornalieri, e le giornate di superamenti annue concesse sono passate da 35 a 20? Qualcuno si chiede il perché? E mi riferisco a chi paghiamo per tutelare gli interessi dei cittadini”.
 
 
Per approfondimenti
http://www.circolomiani.it/
http://www.youtube.com/watch?v=I3qfpIJYtTg