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Sicilia

Passo in avanti per una migliore qualità dell’aria

Un passo in avanti anche in Sicilia verso una migliore azione di contrasto contro l’inquinamento atmosferico e le sostanze inquinanti. Nella regione balzata alle cronache per episodi di estrema gravità per la salute dei cittadini, quali lo sconvolgente rinvenimento di tracce di arsenico nel sangue di residenti di Gela, l’amministrazione regionale siciliana a fine settembre si è messa in parte al passo adeguandosi alla normativa nazionale ed europea. Due nuovi decreti attuativi, firmati il 22 settembre 2009, dall’assessore regionale all’Ambiente Mario Milone, vanno infatti ad arricchire il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria. Riguardano la valutazione preliminare e  la zonizzazione a livello regionale per alcuni specifici inquinanti, disciplinati dalla normativa europea. Si tratta in particolare dell’ozono, dei materiali pesanti (arsenico, cadmio, mercurio e nichel) e degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Definite inoltre le linee programmatiche dell’azione che la Regione siciliana porterà avanti nei prossimi anni nel delicato settore della tutela ambientale.

L’adeguamento


Approvati in particolare il decreto "Adempimenti attuativi del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152 (attuazione della direttiva 2004/107/CE concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente) - Valutazione preliminare e zonizzazione preliminare e il decreto "Adempimenti attuativi del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 183 (attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all'ozono nell'aria) - Valutazione preliminare e zonizzazione preliminare”.
“Con questi due nuovi decreti regionali – ha sottolineato l’assessore Milone – abbiamo colmato un vuoto amministrativo che si protraeva da lunghissimo tempo. Ciò permette alla Regione siciliana di allinearsi alle regioni più virtuose d’Italia. Abbiamo così avviato una specifica azione di contrasto all’inquinamento atmosferico da tali inquinanti e, contestualmente, abbiamo dato piena attuazione della vigente normativa di settore e alle direttive della comunità europea per la lotta all’inquinamento atmosferico”.
Nello specifico, la Sicilia ha ottemperato a due decreti legislativi del 2004 e del 2007 in attuazione di apposite direttive europee.
Il primo decreto relativo all’ozono prevede che le regioni effettuino una valutazione preliminare della qualità dell’aria per l’individuazione delle zone e degli agglomerati nei quali i livelli di ozono superino i cosiddetti “valori bersaglio” e gli “obiettivi a lungo termine”.
Successivamente devono essere predisposte  le necessarie misure di controllo, di intervento e di informazione ai cittadini ai fini della protezione della salute e dell’ambiente.
Il secondo decreto legislativo relativo a metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici prevede che le regioni, dopo aver effettuato una valutazione preliminare della qualità dell’aria, individuino le aree dove gli inquinanti sono inferiori o superiori ai valori obiettivo fissati dall’Unione Europea. Successivamente devono essere adottate misure che non comportino “costi sproporzionati” per il risanamento entro il 31 dicembre del 2012, con priorità per le misure che intervengono sulle principali fonti di emissione. Per gli idrocarburi policiclici aromatici in aree urbane, le regioni devono adottare un “piano di risanamento” in caso di effettivo superamento dell’obiettivo di qualità e un “piano di azione” nel caso in cui ci sia solo il rischio di superamento dell’obiettivo comunitario. Anche in questo caso sono previste specifiche modalità per informare i cittadini.
Alcuni dati relativi alle emissioni, relativi al 2005 e in fase di aggiornamento al 2007, derivano  dall’Inventario regionale delle emissioni in aria ambiente adottato con il D.A. n. 94/GAB del 24 luglio 2008, in attuazione di quanto previsto dall’art. 4 del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente approvato con il D.A. 176/GAB del 9 agosto 2007.

Il 90 per cento dei metalli emessi dalle aree industriali

I rilevamenti mettono in evidenza per quanto riguarda i metalli (arsenico, cadmio, mercurio e nichel) che le emissioni sono dovute principalmente alla “Combustione nell’industria dell’energia e trasformazione fonti energetiche” (oltre il 90 per cento), e per la maggior parte derivano da grandi impianti localizzati prevalentemente nelle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale.
Per gli idrocarburi policiclici aromatici le “Altre sorgenti/assorbenti in natura” rappresentano invece la fonte prevalente di emissioni, con la quasi totalità degli apporti dovuta agli incendi (contributi dal 48 per cento al 57 per cento). Rilevante inoltre il contributo degli “Impianti di combustione non industriale” (intorno al 30 per cento) e del settore dei “Trasporti stradali” (del 10-20 per cento).
Dalla lettura dei dati arriva inoltre la conferma che oltre il 90  per cento dei metalli scaricato in atmosfera in Sicilia, ha origine nelle tre “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale”:
Gela - Caltanissetta (Butera, Gela e Niscemi);
Priolo - Siracusa (Priolo, Augusta, Melilli, Floridia, Solarino e Siracusa);
Comprensorio del Mela - Messina (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace
del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto).

Ecco le zone da risanare

Sulla base dei risultati della valutazione preliminare, il territorio regionale siciliano
è stato suddiviso in due tipologie di Zona: la Zona A di risanamento e la Zona B, che comprende il restante territorio. Le zone A individuate ex art. 4 del D. Lgs. 3 agosto 2007, n. 152 per l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente sono:
Zona A1 (Zona palermitana) interessati i comuni di Capaci, Isola delle Femmine, Palermo, Torretta, Villabate;
Zona A2 (Zona catanese) interessati i comunidi Catania e Misterbianco;
Zona A3 (Zona siracusana) interessati i comuni di Augusta, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Melilli, Noto, Palazzolo Acreide, Siracusa, Solarino, Sortino, Priolo Gargallo;
Zona A4 (Zona messinese) interessato il comune di Messina;
Zona A5 (Zona agrigentina) interessati i comuni di Porto Empedocle, Realmonte;
Zona A6 (Zona del Mela) interessati i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Condrò, Gualtieri Sicaminò, Merì, Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, Roccavaldina, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Torregrotta, Terme Vigliatore;
Zona A8 (Zona Gela-Niscemi-Butera) interessati i comuni di Gela, Niscemi, Butera;
Zona A9 (Zona singoli impianti) interessati i comuni di Modica e Pozzallo.

Verso l’adeguamento della rete di monitoraggio


L’analisi della rete esistente ha evidenziato la necessità di procedere rapidamente
all’adeguamento della rete regionale di monitoraggio. A tal fine è stato istituito un Tavolo
Tecnico con ARPA Sicilia e gli altri Enti gestori per definire criteri e protocolli operativi per garantire la sicurezza ed affidabilità dei dati monitorati. In particolare si è rilevata la
necessità di effettuare un adeguato monitoraggio delle aree industriali ed urbane. ARPA
Sicilia sta inoltre definendo l’ubicazione su macroscala e microscala delle postazioni di
rilevamento. Per garantire l’affidabilità del sistema di controllo si dovrà garantire la
confrontabilità dei dati rilevati mediante intercalibrazioni periodiche degli strumenti e la
raccolta di un numero sufficiente di dati validati, per le elaborazioni richieste dal D. Lgs. n.
152/07. E’ prevista inoltre a possibilità di integrare le misure da postazioni fisse con altri metodi di
valutazione (Inventario delle emissioni, biomonitoraggio, tecniche di modellizzazione).
ARPA Sicilia ha inoltre programmato specifiche campagne di misura per singoli siti le cui
modalità operative andranno concordate con il Dipartimento Regionale Territorio e
Ambiente.