Lazio
Qualità dell’aria: il nuovo Piano e 3 milioni e 800 mila euro nel piano triennale

La Regione Lazio ha varato a maggioranza il 10 dicembre 2009 il "Piano per il risanamento della qualità dell'aria". Tra le novità il bollino blu obbligatorio in tutto il territorio regionale dal 1° gennaio 2010 (salvo diversa deliberazione dei singoli Comuni), azioni speciali per Roma e Frosinone e iniziative per ridurre le emissioni inquinanti degli impianti di riscaldamento e di quelli industriali. Previsti dal provvedimenti interventi strutturali e di emergenza. Per Roma, in particolare sono indicati quattro domeniche ecologiche ed almeno due giorni feriali a settimana di targhe alterne entro marzo prossimo. La delibera consiliare permetterà, inoltre, di sottoscrivere un accordo con il Ministero dell'Ambiente per accedere ad un finanziamento di 10 milioni di euro, elevabile a 15 purché aderisca anche il comune di Roma.
Nel bilancio di previsione 2009 - 2011, in ogni caso, le spese in tema di risanamento della qualità dell'aria ammontano a circa 3 milioni e 800 mila euro totali.
Tre zone di riferimento
I principali obiettivi che il piano si propone di raggiungere entro il 2010, sono risanare la qualità dell'aria dove si è accertato il superamento dei valori limite degli inquinanti. Introdotta inoltre una classificazione dei comuni del Lazio in tre zone, distinte a seconda dei livelli di inquinamento.
La prima zona comprende le città di Roma e Frosinone, dove sono state individuate le maggiori criticità. In questa zona sono previste misure di riduzione drastica dei livelli di inquinamento con iniziative come domeniche ecologiche, targhe alterne, parcheggi di scambio, ottimizzazione del trasporto merci.
La seconda zona comprende 31 comuni (Civitavecchia, Guidonia, Colleferro, Civita Castellana, Sora, Alatri, Ceccano, Cassino, Ferentino, Anagni, Patrica, Aprilia, Cisterna e Pomezia. Nell’elenco figurano anche Viterbo, Rieti e Latina insieme a Cerveteri, Fiumicino, Albano, Ciampino, Marino, Monterotondo, Velletri, Tivoli e Formia). In questa zona si prevedono interventi di miglioramento dell'aria attraverso limitazioni della circolazione, l’ammodernamento e il potenziamento delle flotte di servizio pubblico, la adozione piani traffico e traffico merci.
La terza zona comprende la parte restante del Lazio. Per questi comuni e territori si prevedono misure di mantenimento della qualità dell'aria, soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni di impianti di combustione ad uso civile e industriale e il controllo delle emissioni dei veicoli.
Il varo del documento da parte del Consiglio regionale del Lazio presieduto da Bruno Astorre, entra in vigore dopo 60 giorni dalla pubblicazione e vincola gli enti locali a rispettarne le disposizioni.
E’ previsto inoltre che la Regione possa esercitare il potere sostitutivo in caso di inadempimento delle amministrazioni comunali. L'Arpa Lazio è stata chiamata inoltre a organizzare un sistema di controllo in grado di effettuare previsioni dell’inquinamento atmosferico a 24, 48 e 72 ore. In caso di rischio di superamento dei limiti previsti dalla normativa, l'Agenzia regionale di protezione ambientale dovrà allertare tempestivamente i comuni interessati. Inoltre il Piano affida alla Asl/RmE il compito di effettuare il monitoraggio epidemiologico.
Per l’assessore Zaratti: “si garantisce la salute dei cittadini”
"Il Piano - ha spiegato l'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti - è un procedimento urgente innanzitutto perché nel Lazio sono state spesso rilevate concentrazioni di inquinanti che superano i limiti fissati dalla normativa nazionale e comunitaria. Inoltre l'approvazione è indispensabile per fornire un'adeguata risposta alle due procedure di infrazione avviate dalla Commissione Europea nei confronti dell'Italia per il mancato rispetto degli standard europei della qualità dell'aria in diverse zone, tra cui le due aree di Roma e Frosinone. E’ uno strumento – ha aggiunto - con il quale la Regione Lazio si dota per la prima volta di uno strumento fondamentale per lotta contro l'inquinamento atmosferico. Un obiettivo raggiunto grazie ad un lavoro che dal 2006 ad oggi non ha conosciuto pause sviluppandosi grazie ai monitoraggi ambientali, alle analisi tecniche, all'individuazioni delle strategie e a una intensa attività di concertazione che ha coinvolto i comuni e le associazioni. Ci siamo – prosegue l’assessore - così dotati un piano triennale di programmazione, coordinamento e controllo delle politiche per la gestione della qualità dell'aria finalizzate al rispetto dell'obiettivo prioritario di protezione della salute dei cittadini e di tutela dell'equilibrio degli ecosistemi. L'inquinamento atmosferico, attraverso l'elevata concentrazione nell'aria di polveri sottili di biossido di azoto - ha detto Zaratti - costituisce oggi uno dei più gravi allarmi ambientali e sanitari anche nella Regione Lazio, soprattutto a Roma e nel Frusinate. L’adozione permetterà l'accesso ad altre importanti risorse comunitarie e nazionali. Inoltre il Piano permette di evitare le due procedure di infrazione che la Commissione Europea ha avviato nei confronti dello Stato italiano, per mancato rispetto nei tempi previsti degli standard della qualità dell'aria europei, per l'inquinante PM10, in diverse zone nazionali tra le quali Roma e Frosinone».
"Si tratta di un atto dovuto ed indifferibile - ha sottolineato il presidente della commissione Ambiente Claudio Bucci (Idv) - ma comunque importante. Abbiamo finalmente uno strumento fondamentale, licenziato in commissione dopo un lungo approfondimento".
Per il capogruppo Udc Aldo Forte si è detto perplesso sulla consistenza dei finanziamenti e sulla tempistica di approvazione del piano che, a suo dire, "doveva essere portato in aula due anni fa".
«L'approvazione del piano di risanamento della qualità dell'aria è un atto importante che evita le procedure di infrazione comunitarie, permette l'accesso ai fondi nazionali e costringe le amministrazioni comunali ad azioni concrete. Da oggi la Regione ha uno strumento concreto per tutelare la salute dei cittadini e per rispettare l'ambiente». Lo dichiara in una nota Enrico Fontana, Capogruppo di Sinistra ecologia e libertà alla Regione Lazio.
Legambiente: “Finalmente una buona notizia”
«Finalmente una buona notizia per i polmoni dei cittadini, ora gli interventi vanno subito attuati, la situazione è di seria emergenza. Le automobili vanno fermate, ma quale secondo Gra?” ha commentato in una nota l'approvazione del piano di risanamento dell'aria e la proposta di secondo Gra, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio.
“Il piano è uno strumento fondamentale – ha aggiunto l’esponente ambientalista - per affrontare l'emergenza, anche andando a chiedere contributi alla Comunità europea, come da diverso tempo fanno altre regioni italiane. Un contesto in cui i soldi delle imprese andrebbero spesi per il potenziamento del trasporto pubblico su ferro, con un forte impulso nell'area romana, piuttosto che continuare a proporre inutile, assurde e impattanti autostrade come il secondo Gra. Rilancio della cura del ferro, nuovo ruolo strategico per il tram, aumento di ZTL e pedonalizzazioni, potenziamento della mobilità sostenibile: le ricette – conclude Avenali - sono chiare, vanno applicate subito, senza scuse, abbiamo atteso sin troppo”.
