Piemonte
Torino in nome della qualità dell’aria limita l'uso dell’auto privata

Torino e l’automobile un binomio indissolubile. Eppure proprio a Torino in nome del miglioramento della qualità dell’aria è stata dichiarata guerra alle autovetture, o meglio al mezzo privato in sé dando spazio e fondi a forme di trasporto collettivo. E in tal senso la città della Mole Antonelliana può in qualche modo essere ritenuta all’avanguardia. Non a caso proprio a Torino è in attività la prima metropolitana automatica d’Italia. In pratica convogli senza conducente che fanno la spola tra Collegno e Torino. Un servizio da 160mila passeggeri al giorno. Ed ancora a Torino il car sharing, ovvero la condivisione dell’auto, appare molto più che una semplice opportunità. Il servizio torinese infatti può essere ritenuto il più consolidato a livello nazionale. Ben 107 le autovetture impiegate, molti anche i parcheggi e le aree di sosta dedicati. Un servizio che in 5 anni ha sviluppato cinque milioni di chilometri di percorrenza. L’abbonato può utilizzare il mezzo pagando una tariffa legata al tempo e alla percorrenza.
Ed accanto al car sharing proprio in questi giorni debutta a Torino un altro importante servizio volto a limitare l’impiego dell’auto privata. Arriva infatti il van sharing, la condivisione di mezzi commerciali. E in quest’ambito Torino e la Fiat lavorano spalla a spalla con le associazioni dei commercianti e Car City Club. L’innovativo servizio van sharing vede protagonisti infatti i veicoli commerciali di Fiat Professional. In strada scende una flotta di veicoli eco-compatibili posizionati inizialmente in cinque parcheggi nel centro (piazza Castello, piazza Comitato di Liberazione Nazionale, piazza Bodoni, piazza Carlina e piazza Albarello). E il primo veicolo scelto dal Comune di Torino per questo utile servizio - con il contributo delle associazioni dei commercianti - è Fiat Doblò Cargo Natural Power alimentato a metano e benzina: emissioni di anidride carbonica ridotte e lo stesso volume di carico utile del furgone ad alimentazione tradizionale. Il van sharing funziona come un semplice noleggio: gli abbonati possono prenotare via internet o telefonicamente il veicolo nel parcheggio più comodo, precisando ora di partenza di arrivo.
In dettaglio, per gli abbonati, il costo è di 200 euro l’anno con tessera utilizzabile dal titolare dell’azienda e dai suoi dipendenti. Per ogni corsa si paga inoltre 2,50 euro l’ora e 65 centesimi a chilometro. Per una corsa in città, due ore per 15 chilometri di percorrenza, si spendono meno di 15 euro compresa IVA e carburante. Il van sharing inoltre offre ai suoi abbonati anche vantaggi economici e pratici quali la sosta gratuita nelle zone blu e nei parcheggi gestiti dal Gruppo Torinese Trasporti, il libero accesso alla Zona a Traffico Limitato ed alle corsie e vie riservate e la libera circolazione in caso di targhe alterne. Senza costi aggiuntivi l’iscrizione al van sharing consente anche l’utilizzo del car sharing che ora mette a disposizione degli abbonati anche tariffe speciali per utilizzare l’auto nei fine settimana o per più lunghi periodi di vacanza, con prezzi particolarmente vantaggiosi.
E lo sharing a Torino sarà presto anche a due ruote. In fase di approvazione il nuovo servizio.
All’ombra della Mole l’amministrazione comunale sembra aver dato un impulso reale alla cosiddetta “mobilità sostenibile” con altre varie iniziative. La metà della flotta dei mezzi pubblici sono a basso impatto ambientale (a metano o elettrici). Il Comune ha aderito alle iniziative nazionali “carburanti basso impatto” che ha consentito la trasformazione a gas di 2.500 veicoli, ha erogato incentivi per la trasformazione di mezzi a benzina in gpl e metano con il progetto “Non inquino Torino” totalmente finanziato dal Comune. Altre forme di incentivazioni a Torino riguardano poi i dipendenti comunali ai quali, su richiesta, il Comune, anche con il contributo della Regione Piemonte, rimborsa il 53 per cento del costo dell’abbonamento annuale ai mezzi pubblici per l’anno 2009.
Ma tutto questo, unitamente ai provvedimenti di limitazione del traffico, ha contribuito a pulire l’aria che i torinesi respirano?
Il trend mostra un significativo miglioramento ma non tale da rientrare nei limiti stabiliti dall’Unione Europea a tutela della salute e dell’ambiente. L’indice di qualità dell’aria (IQA) giorno dopo giorno controlla la situazione. Forti criticità persistono per quanto riguarda il biossido di azoto, l’ozono a bassa quota e il particolato fine sospeso. Per l’amministrazione comunale la riduzione del particolato fine resta ad oggi l’“urgenza più sentita”.
