Italia
L’appello dei pediatri: sull’inquinamento dell’aria passare subito ai fatti per salvare la salute dei bambini

“Le nostre città sono inquinate. Di smog ci si ammala e si muore. I bambini sono i più esposti.
Invitiamo i nostri politici, le istituzioni e i pediatri a realizzare al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell'aria, come indicato dal Piano d'azione per l'Europa sull'ambiente e la salute dei bambini e dall'Organizzazione mondiale della salute”.
E’ l’appello dell'Associazione Culturale Pediatri (ACP) - con il suo gruppo di studio sull'inquinamento Pediatri per un mondo possibile - che chiede a politici, istituzioni, operatori sanitari e pediatri di prendersi cura nei fatti dell'emergenza inquinamento dell'aria.
"Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti e soprattutto per i più piccoli - dichiarano i Pediatri per un Mondo Possibile dell'ACP che ammoniscono “è il momento di passare dalla presa d'atto alle azioni possibili".
Una presa di posizione chiara e netta di medici e pediatri che tutti i giorni hanno a che fare con la salute dei bambini e che fa pensare e che si aggiunge alla crescente mole di studi, a tutti i livelli, sui gravi rischi per l’infanzia derivanti da una mal’aria.
Su queste problematiche abbiamo rivolto alcune domande a Giuseppe Primavera, pediatra di famiglia con studio a Palermo e esponente del Gruppo Pediatri per Un Mondo Possibile dell’ACP
Dottor Primavera, quali agenti inquinanti in particolare influiscono sulla salute del bambino?
“Le più importanti sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico outdoor sono: le sostanze particolate (PM), gli ossidi di azoto e zolfo (NO2, SO2), l’ozono (O3), l’ossido di carbonio (CO), i composti organici volatili (VOC) e, particolarmente importante fra questi ultimi, il benzene. Nelle grandi città generalmente la qualità dell’aria è peggiore perché all’inquinamento di fondo si sommano le emissioni urbane che sono dovute in gran parte al traffico veicolare. Il 50-75 per cento delle polveri sottili dipende dalle emissioni dei veicoli, più del doppio di quelle dovute ai sistemi di riscaldamento. Bisogna anche considerare che nell’aria ci sono altre sostanze molto pericolose, come i metalli pesanti e le diossine, che normalmente non vengono rilevate dalle centraline per il controllo della qualità dell’aria e che probabilmente costituiscono il pericolo maggiore”.
Cosa avviene in particolare nei bambini e nei neonati?
“Il polmone del bambino è un organo in via di sviluppo, la maggior crescita volumetrica del polmone avviene infatti fra l’età di un mese e i 7 anni. Inoltre, rispetto a un adulto, i bambini inalano una maggiore quantità di aria, di conseguenza inalano più inquinanti. Bisogna distinguere gli effetti acuti (a breve termine) da quelli provocati da lunga esposizione. Gli effetti acuti comprendono sintomi respiratori con tosse e respiro sibilante, infezioni delle vie respiratorie, aumento dei sintomi in bambini asmatici, dei ricoveri e dell’uso di farmaci. Tra gli effetti da lunga esposizione, è dimostrato che alti livelli di inquinamento influenzano negativamente lo sviluppo polmonare; comportano inoltre maggiore rischio di persistenza di sintomi e di crisi gravi negli asmatici, maggiore incidenza di sensibilizzazione ad allergeni (polvere di casa, pollini). Anche i tumori, soprattutto le leucemie, sono più frequenti tra i bambini che abitano nelle vicinanze di strade di grande traffico, ma in questo campo è più difficile dimostrare con certezza la correlazione con un dato inquinante, visto che si tratta di patologie che riconoscono diverse cause, tra cui anche la genetica. In aree fortemente inquinate sarebbe più frequente anche la nascita di bambini di basso peso”.
Quali studi mettono in evidenza una correlazione tra aria inquinata e patologia nei bambini?
“Gli studi pediatrici sull’aria inquinata riguardano soprattutto gli effetti sull’apparato respiratorio.
Lo studio MISA-1, condotto nelle otto maggiori città italiane, ha stimato che, in bambini di età compresa fra gli 0 e i 15 anni, ogni anno 31.500 casi di bronchite e 29.730 crisi di asma, sono attribuibili al elevate concentrazioni di polveri sottili.
Lo studio italiano SIDRIA-2 condotto nelle aree metropolitane (ma non nelle aree urbano rurali), in situazioni di forte presenza di traffico veicolare e soprattutto di camion, indica che i bambini manifestano un incremento della patologia respiratoria: quelli di età inferiore a 2 anni con bronchiti ricorrenti, bronchioliti, polmoniti; quelli della fascia d’età 6- 7 anni e gli adolescenti di 13- 14 anni con bronchiti e catarro per più di due mesi e crisi asmatiche particolarmente gravi nei soggetti affetti da asma.
Studio EPIAIR: da 2 a 5 giorni dopo un picco di inquinamento dell’aria si verifica un aumento dei ricoveri per asma infantile del 7,6 per cento.
Altri studi dimostrano che praticare sport all’aria aperta in zone con alta concentrazione di ozono aumenta significativamente il rischio di nuovi casi di asma”.
Quali sono i costi sanitari?
“I costi, imputabili all’aumento dei ricoveri per patologia respiratoria acuta e cronica e all’aumento del consumo di farmaci, sono elevati e sono anche stati quantificati da diversi studi”.
Quali, secondo i dati in vostro possesso, le città più inquinate?
“Secondo i dati dello studio EPIAIR, presentato a Roma nel novembre 2009, diverse città italiane (Mestre -Venezia, Milano, Torino, Bologna e Taranto) sforano sistematicamente i limiti di legge per le polveri sottili. Il biossido di azoto (NO2) mostra concentrazioni medie giornaliere più elevate nei grandi centri metropolitani, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma e Palermo. In molte città durante l’estate si superano i limiti giornalieri per l’ozono (nel 2003 in particolare a Venezia-Mestre, Torino e Palermo)”.
Respirare aria pulita è un diritto. Cosa chiedete in particolare col vostro appello agli amministratori?
“I problemi dei cambiamenti climatici e delle polveri fini richiedono risposte politiche su grande scala, ma anche azioni coordinate fra Comuni, Province e Regioni. Una politica di concrete riduzioni delle emissioni nelle città è urgente e necessaria. Ridurre la circolazione dei veicoli serve per ridurre il traffico, ma non basta a ridurre l’inquinamento. Devono essere realizzate al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell’aria, come indicato dal Piano d'azione per l'Europa sull'ambiente e la salute dei bambini (CEHAPE) e dall’Organizzazione mondiale della salute (OMS)”.
Qualcuno ha risposto al vostro appello?
“E’ stato pubblicato online da Salute Europa, Italia News, Bambino Naturale, Certi News, Cybermed.it e La mia aria. Non abbiamo ancora ricevuto nessun commento”.
Cosa si fa a livello internazionale per tutelare i bambini da una pessima qualità dell'aria?
“Ben poco. Tranne qualche fortunato esempio nel Nord Europa la situazione è ovunque abbastanza compromessa, con livelli record di inquinamento in alcune megalopoli (Città del Messico, Delhi, Pechino). Inoltre i limiti adottati dalla Commissione Europea sono più elevati rispetto a quelli indicati nel 2006 dall’OMS nelle linee guida per la qualità dell’aria. Questi limiti molto più permissivi adottati dall’Europa non tutelano adeguatamente i soggetti più vulnerabili (bambini, anziani, soggetti affetti da malattie cardiovascolari e respiratorie)”.
Notate un allarme nei genitori per la grave questione di inquinamento ambientale?
“I genitori hanno spesso poca consapevolezza del problema. In generale sono più spaventati dalle malattie acute (vedi psicosi collettive per sporadici casi di meningite o durante la recente pandemia da virus H1N1) che dall’inquinamento, all’esterno e all’interno delle abitazioni. La percezione della dimensione del problema è spesso distorta, complici i media. Molta gente è disposta a far battaglie contro una antenna per la telefonia trascurando l’inquinamento dell’aria in casa propria: basti dire che circa il 50 per cento dei bambini in Italia subisce gli effetti del fumo passivo. C’è ancora molta disinformazione, anche tra i medici, come è stato dimostrato da alcune indagini”.
Negli Usa l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente (Epa) ha avviato studi per la qualità dell'aria in prossimità di strade. Vi risultano studi analoghi anche in Italia?
“Lo studio EPIAIR, già citato, valuta la qualità dell’aria in 10 città italiane (circa il 12% della popolazione italiana) con 3 principali parametri: PM10, biossido di azoto, ozono”.
Quale il vostro giudizio sul vertice di Copenaghen?
“Un flop, tutto è rimasto come prima. L’unica intesa raggiunta è stata quella sulla temperatura, che non dovrebbe superare i 2 gradi rispetto all’epoca pre-industriale fino alla fine del secolo (ma secondo alcuni climatologi questo limite sarà certamente superato) e sui fondi da stanziare per le tecnologie pulite nei Paesi meno industrializzati. Ma senza un accordo vincolante, saranno i singoli Paesi a stabilire i target di riduzione dei gas a effetto serra. India e Cina rivendicano il loro diritto allo sviluppo, come dire: America ed Europa hanno inquinato per più di 100 anni, adesso tocca a noi”.
Quali i vostri suggerimenti per cercare di limitare i danni sui bambini dall'inquinamento atmosferico?
“Lavorare con i genitori e le comunità per un “mondo possibile”.
Il pediatra, lavorando con famiglie e bambini, può aumentare la consapevolezza del singolo promuovendo comportamenti personali corretti, che possono rappresentare il primo passo verso una maggiore coscienza collettiva e di conseguenza verso una maggiore pressione sulle istituzioni, per orientarle verso politiche a favore di uno sviluppo sostenibile. Possiamo riflettere con i nostri pazienti su abitudini e stili di vita insalubri (fumo di tabacco, combustibili domestici, muffe, consumo di alimenti contaminati) o sull’eccesivo consumo di risorse, proponendo piccoli cambiamenti quotidiani (usare l’automobile il meno possibile, specie per piccoli spostamenti, andare di più a piedi o in bici, non lasciare gli apparecchi domestici in stand-by). Spiegare alle famiglie le cause delle malattie legate all’ambiente e limitarne le conseguenze (ad esempio evitando l’attività sportiva nelle ore più calde della giornata, quando più alta è la concentrazione di ozono, specie per i bambini asmatici). Informare le famiglie sui dati disponibili a livello locale sulle concentrazioni di inquinanti di aria e acqua”.
Quali le vostre azioni future?
“Sarà tra poco pubblicato un libro di divulgazione, edito dal Pensiero Scientifico, diretto a medici, genitori, educatori. Continueremo inoltre nella nostra azione di sorveglianza della letteratura scientifica, nel proporre i nostri corsi di formazione per medici e decisori politici, nella collaborazione con altre agenzie come ISDE (Medici par l’Ambiente) che si occupano di ambiente e salute”
Informazioni
Gruppo Pediatri per Un Mondo Possibile dell’ACP
http://pumpacp.blogspot.com/
