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Bruxelles

Clima e inquinamento dell’aria: le strette interrelazioni

Quali le interrelazioni tra la qualità dell’aria e il cambiamento climatico in atto? Ad un mese dalla conferenza di Copenaghen che si accinge a delineare lo scenario post protocollo di Kyoto attorno a questo tema oggi e domani 4 novembre è in corso a Bruxelles, presso il Direttorato Generale per la Ricerca della Commissione Europea il Simposio Air Pollution ‐ Climate Interactions, Contribution to European Policy Development.

L’importante appuntamento è organizzato dal Network di Eccellenza Europeo ACCENT (Atmospheric Composition Change The European  Network of Excellence) coordinato dal CNR –ISAC. 

Due facce della stessa medaglia

A mettere in evidenza le interconnessioni tra aria inquinata e clima interviene Sandro Fuzzi, dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR, coordinatore del simposio.

“Il simposio – spiega il ricercatore Fuzzi -  si propone di esaminare attraverso i risultati scientifici ottenuti nell’ambito dei progetti europei del FP6 per i cambiamenti globali, il contributo che la comunità scientifica europea nel settore può fornire ai negoziati per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici incombenti. La tematica più importante  oggetto di discussione nel corso della conferenza – sottolinea ancora il coordinatore  -  è, infatti, la connessione fra la qualità dell’aria ed il cambiamento climatico. Solo di recente, infatti, si è compreso che le due problematiche non sono che due facce della stessa medaglia. Infatti, gli inquinanti atmosferici ed i gas ad effetto serra sono emessi dalle stesse sorgenti. Per questo – spiega -  programmi ben congegnati di riduzione dei gas serra possono portare benefici anche in termini di qualità dell’aria. In modo speculare, strategie ottimali di riduzione dell’inquinamento atmosferico possono avere importanti benefici nel contrastare il cambiamento climatico. Con questo tipo di azioni combinate i costi di riduzione delle emissioni possono essere sostanzialmente ridotti, evitando nello stesso tempo impatti irreversibili sulla società e gli ecosistemi. Queste evidenze, che sono solo di recente state evidenziate nell’ambito della ricerca, si scontrano con il fatto che a livello nazionale ed internazionale gli organismi che si occupano delle due tematiche sono diversi e le politiche ambientali sulla qualità dell’aria ed i cambiamenti climatici sono tuttora scollegate. Questo sarà anche uno dei principali argomenti alla Conferenza di Copenhagen.

Al simposio che si conclude domani, con le sessioni dedicate più specificatamente all’inquinamento dell’aria e alle attività di educazione sui temi dell’air pollution e del cambiamento climatico, partecipano non solo scienziati del settore, ma anche responsabili delle politiche ambientali dell’Unione Europea e dei Paesi membri. Per l’Italia interviene Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente che porterà il punto di vista dell’autorità italiana su queste specifiche tematiche.

Il progetto per una strategia comune europea

Gli obiettivi generali del ACCENT consistono nel promuovere una strategia comune europea per la ricerca sui cambiamenti della composizione atmosferica e per sviluppare la collaborazione all'interno della comunità scientifica europea.

Il progetto ACCENT, che mira a diventare la voce autorevole in Europa su queste tematiche,  si concentra su aerosol, l'interazione biosfera-atmosfera e di trasporto e trasformazione degli inquinanti.

Tra le azioni individuate dal progetto figurano un programma comune di ricerca, le attività per l'integrazione, l’attività di sensibilizzazione.

A Barcellona in corso l’ultimo round in vista del COP 15

Ed in questi giorni si gioca anche un'altra partita decisiva in vista di Copenaghen. A Barcellona infatti ha preso il via il 2 novembre, tra le proteste di Greenpeace, quello che costituisce l’ultimo round della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in vista della COP 15 di Copenhagen.  Circa 4.000 delegati di 180 Paesi si riuniscono con l'obiettivo di arrivare a un accordo per la riduzione significativa delle emissioni dei gas effetto serra. I delegati governativi tenteranno di porre fine alle profonde divergenze sulla ripartizione delle riduzioni di quote di emissione di gas da effetto serra e di reperire i fondi necessari per aiutare gli Stati più poveri a far fronte agli effetti del riscaldamento globale.

Nella precedente sessione dei negoziati, a Bangkok dal 28 settembre al 9 ottobre, si sono registrati  progressi su alcuni elementi ritenuti essenziali per un accordo, tra cui il trasferimento di tecnologie e la capacity building, sull'uso del suolo, sulle foreste, su alcuni aspetti metodologici legati ai potenziali di riscaldamento globale di nuovi gas serra, i meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto e le opzioni per il miglioramento e rafforzamento del cosiddetto Meccanismo di sviluppo pulito (Clean development mechanism).

Le divergenze rimangono, però, su alcuni elementi chiave - e questo sarà il nodo che la conferenza di Barcellona dovrà sciogliere -  come i finanziamenti e gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra dei Paesi industrializzati.