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Obama dichiara guerra all’ozono

“E’ l’azione più significativa che l’amministrazione Obama poteva assumere quest’anno”. Cosi Frank O’ Donnel del Clean Air Act ha commentato la decisione annunciata il 7 gennaio dall’Agenzia di Protezione dell’Ambiente (Environmental Protection Agency – EPA) statunitense di abbassare gli standard delle emissioni di sostanze inquinanti che provocano ozono.
Che sia un segnale forte lo si capisce anche dalla reazione delle aziende petrolifere in gran parte contrarie alle nuove regole che di fatto vanno ad influenzare la loro attività. Ma la strada è tracciata. “Tutto ciò significa – ha detto ancora O’ Donnel un'aria più pulita in tutta l'America".


La decisione adottata


Ma in cosa consiste questa guerra allo smog lanciata da Obama? Le nuove disposizioni vanno in pratica a modificare quanto era stato stabilito dall’amministrazione Bush nel marzo 2008, misure contestate in sede giudiziaria da funzionari statali e associazioni ambientaliste poiché ritenute troppo deboli per una effettiva tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. La nuova proposta stabilisce uno standard per l'ozono troposferico non superiore a 0,060-0,070 parti per milione (ppm) misurato nell'arco di otto ore, da raggiungere nell’arco di due decenni. Regioni con il peggior inquinamento da smog, comprese le zone del Nord-Est, della California centrale e meridionale, Chicago e Houston, avranno a disposizione più tempo per mettersi in regola. Si scende così dallo 0.075 parti per milione allo 0,060-0,070. Precedentemente lo standard istituito dall’amministrazione Clinton nel 1997 era di 0,084 parti per milione. La proposta prevede inoltre uno standard secondario che potrebbe variare al cambio delle stagioni con lo scopo di proteggere maggiormente le piante e gli alberi da una forte esposizione.
E’ la stessa Agenzia di Protezione Ambientale a valutare i costi e i benefici di questa importante novità per la qualità dell’aria. Da un lato il costo viene stimato infatti dall’EPA in una somma che va dai 19 ai 90 milioni di dollari all’anno entro il 2020, costi in carico soprattutto alle industrie petrolifere e di produzione elettrica, dall’altro, commenta ancora l’EPA, i benefici sarebbero compensati da vantaggi per la salute dei cittadini, stimati in una somma che va dai 13 ai 100 milioni di dollari all’anno entro il 2020. Da valutare anche i costi a carico delle Contee. Infatti solo 15 delle 675 contee monitorate soddisfano ad oggi lo standard proposto di 0,060 parti per milione.


Parla la numero uno dell’EPA


"Questi nuovi standard segnano nuovi passi in avanti contro l’inquinamento – ha detto l’amministratore dell’EPA Lisa Jackson –  e servono per proteggere gli americani da una delle principali sostanze inquinanti. Lo smog nell’ara che respiriamo ha aggiunto - rappresenta una minaccia molto grave per la salute, soprattutto per i bambini e le persone che soffrono di asma e malattie polmonari. L’aria sporca, le cappe di smog sulla nostre città – ha sottolineato ancora il numero uno dell’EPA -  fanno salire i costi di assistenza sanitaria in tutto il Paese".
Standard più severi commentano gli esperti dell’EPA permetteranno di evitare 12mila morti premature.
L’ozono troposferico, sottolinea l’EPA, non deriva da una sola fonte ma è frutto di reazioni chimiche legate a ossidi di azoto, composti organici volatili, monossido di carbonio e metano in presenza di luce solare. Le fonti principali di questi inquinanti primari sono le fabbriche e le centrali elettriche, le emissioni di solventi, di veicoli, vapori di benzina.
L’ozono inoltre è cronico in estate a causa del calore e della luce del sole e può percorrere centinaia di chilometri dalla sua sorgente e incidere anche su piccole città, comunità rurali e aree naturali.


Le critiche


L’American Petroleum Institute, leader della lobby delle compagnie petrolifere ha criticato la proposta come costosa.  “Potrebbe significare – ha commentato a caldo - un aumento inutile dei costi energetici, perdita di posti di lavoro”. Più cauta la Edison Electric Institute.


La fase di consultazione


La proposta, come è di prassi, verrà sottoposta alla procedura delle osservazioni per 60 giorni dalla pubblicazione sul Federal Register.
L’EPA ha inoltre programmato tre audizioni pubbliche sulla proposta: il 2 febbraio ad Arlington (Virginia) e Houston (Texas) e il 4 febbraio a Sacramento (California).
La regolamentazione definitiva che preveda uno standard unico di 0,060 e 0,070 parti per milione resta fissata per agosto 2010. Entro la fine del 2013, gli Stati inoltre dovranno presentare i piani per indicare come le aree che non sono conformi al nuovo standard si adegueranno. Le nuove regole dovranno gradualmente entrare in vigore tra il 2014 e 2031, con scadenze fissate in base allo specifico tasso di inquinamento di una determinata regione.
 
Per maggiori informazioni: http://www.EPA.gov/groundlevelozone