L'esperto risponde

L'esperto risponde è una rubrica che ti permette di ottenere risposte a dubbi e domande relativamente all'inquinamento atmosferico.

L'Esperto de La Mia Aria

Mario C. Cirillo

Le ultime risposte

E' sufficiente non aprire la finestra che da' sul distributore?

Buongiorno, abito al 1 piano di una via di Roma abbastanza trafficata e sotto la mia palazzina c'è un distributore di benzina: quale è il rischio legato al benzene che corro? E' sufficiente non aprire la finestra che da' sul distributore? Grazie

I filtri antiparticolato

Egregio Ing. Cirillo, sono un ingegnere elettrico di Padova e volevo sottoporre alla sua attenzione il caso riguardante i filtri antiparticolato FAP. Faccio una introduzione il più breve possibile ma necessaria per farle capire la mia domanda. Il funzionamento del filtro è spiegato nel sito della Peugeot (gli inventori) e in vari altri siti internet. Secondo i dati dichiarati dalle case costruttrici, il filtro è in grado di trattenere il 95% del particolato inquinante. Il filtro FAP ha vinto in Italia il premio innovazione Legambiente 2003, cito testualmente dal sito di Legambiente (http://www.premioinnovazione.legambiente.org/edizioni/2003/schede/49.html) <<La rigenerazione consiste nel bruciare il particolato che si è accumulato sul filtro....La rigenerazione del filtro è pilotata dall'impianto "common rail" che consente di innescare iniezioni multiple per portare la temperatura iniziale dei gas di scarico da 150° C a 450° C, valore al quale il particolato viene distrutto.>> Il filtro FAP durante una fase "rigenerativa" si libera del particolato che altrimenti intaserebbe il filtro a tal punto da non far funzionare correttamente il motore. Bene, in chimica è nota la famosa "legge della conservazione della massa" di Lavoisier: in una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti. Di conseguenza la massa del particolato che esce dal filtro durante la fase di "rigenerazione" è pari in massa a tutto il particolato fin lì accumulato. Con un minimo di onestà intellettuale il processo di combustione non può "distruggere" e far sparire nel nulla le polveri ma riduce un particolato PM10 in un particolato ancora più sottile e pari in massa, quindi un numero di particelle molto più grande di quelle di partenza, che vengono rilasciate nell'ambiente per sgomberare il filtro nel processo di "rigenerazione". Da varie fonti mediche autorevoli risulta che il particolato è tanto più pericoloso quanto più sottile: il PM0,1 respirato entra direttamente nei vasi sanguigni e intasa le arterie come fosse colesterolo, ma di origine non biologica. Da un articolo apparso su La Repubblica — 03 febbraio 2010 (pagina 4 sezione: MILANO) pare che il dubbio sulla effettiva efficacia del filtro sia al vaglio anche di alcuni magistrati. A questo punto sorge la mia domanda: non converrebbe fugare questi dubbi e affidare uno studio ad un ente indipendente che misuri tutte le emissioni di particolato dal filtro durante la fase rigenerativa per capire se questo produce o no particolato inferiore a PM10? Non pensa che se il filtro dovesse trasformare PM10 in particolati più fini, questo rappresenti un pericolo gravissimo ai danni dei cittadini? Non voglio essere malizioso ma in Italia la legge impone limiti fino al PM10 e quindi sminuzzare il particolato è un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto e risolvere il problema "a norma di legge". Mi piacerebbe avere un suo parere a riguardo e eventualmente dei dati che smentiscano spero clamorosamente il mio ragionamento, per la tranquillità della nostra salute e quella dei nostri figli.

Gli aerei inquinano l'aria?

Abito a San Felice nel comune di Segrate, siamo a circa 2 km in linea d'aria dall'aeroporto di Linate. Gli aerei a volte passano ad una altezza di circa 500 metri. A terra non si sente mai odore di smog perché siamo circondati dal verde. Mi chiedevo se l'inquinamento rilasciato dagli aeromobili tende a ricadere a terra anche da questa altezza. La ringrazio anticipatamente.