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Gli effetti del biossido di azoto

Chi è a rischio e quali sintomi provoca?

Il biossido di azoto agisce principalmente come irritante sulla mucosa degli occhi, naso, gola e apparato respiratorio.

Esposizioni a concentrazioni estremamente alte di biossido di azoto, che non si riscontrano normalmente ma soltanto in presenza di eventi accidentali come un incendio, possono provocare edema polmonare e danno diffuso ai polmoni.

Una esposizione prolungata ad alti livelli di biossido di azoto può contribuire allo sviluppo di bronchiti in forma acuta o cronica. Esposizione a livelli anche relativamente bassi di biossido di azoto può provocare una aumentata reattività bronchiale in taluni asmatici, una diminuita funzionalità polmonare in soggetti affetti da patologia polmonare ostruttiva cronica e un aumentato rischio di infezioni delle vie respiratorie, specialmente nei soggetti molto giovani.

Chi è più sensibile al biossido di azoto?

  • bambini: i sintomi ai bronchi in bambini asmatici aumentano se associati a esposizione a lungo termine di biossido di azoto. Si riscontra un aumento del rischio di infezioni alle vie respiratorie. Inoltre una ridotta crescita della funzionalità polmonare può essere collegata ad alte concentrazioni di biossido di azoto

  • neonati: si è riscontrato che l'esposizione anche a concentrazioni relativamente basse di biossido di azoto è associata a effetti visibili sulla respirazione tra i neonati

  • soggetti asmatici: una aumentata reattività bronchiale in taluni asmatici è associata all'esposizione al biossido di azoto.

Che cosa posso fare per proteggermi?

Concentrazioni significative di biossido di azoto si riscontrano non soltanto all'aperto, soprattutto nelle aree maggiormente inquinate a causa del traffico e in genere per emissioni derivanti da processi di combustione, ma anche in ambienti confinati (indoor). In genere i livelli medi di biossido di azoto nelle case, negli ambienti senza fonti interne di emissione come fornelli o stufe a cherosene, sono inferiori a quelli esterni. In presenza di fonti interne invece i livelli molto spesso sono superiori a quelli dell'aria esterna.

Le concentrazioni esterne di biossido di azoto non dipendono solo dal nostro comportamento: ciò che si può fare, soprattutto da parte dei soggetti più a rischio, è quello di evitare attività fisica all'aperto nei giorni caratterizzati da alte concentrazioni di questo inquinante. Vicecersa le concentrazioni negli ambienti confinati sono influenzate da chi ci abita e si possono adottare dei comportamenti che minimizzano le concentrazioni indoor di questo inquinante, in particolare:

  • assicurarsi che gli apparecchi di combustione siano correttamente installati in modo da minimizzare le emissioni inquinanti all'interno degli ambienti

  • ventilare con aria esterna gli ambienti in cui sono presenti fonti interne di ossidi di azoto (es. fornelli, stufe a cherosene)

E' comunque sempre opportuno che soprattutto i soggetti più sensibili non soggiornino a lungo negli ambienti come le cucine, laddove siano presenti fonti di emissione di biossido di azoto.